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CONTROVERSO
01 Settembre 2025 - 06:01
"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.
Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web Buonasera24.it e sui canali social della testata, dovrà:
Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica.
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La Poesia del Giorno, di lunedì 1 settembre 2025, è:
I FRAMMENTI DI SIMMEL
di EMANUELA MAGGINI di Roma
Faccio del mio meglio
per aggiungere al Samadhi
i frammenti di Simmel
Non mi abituo alla tua assenza
Perdo il conto dei tramonti
I tuoi
I miei
le lune inesplorate
Ed eccola arrivare
la bellezza di quei giorni
di strutture fatiscenti
-Vieni Nino
passami il gin-
celebriamo insieme
disfatte e ricadute
gli anni belli
vedo sfarinare al sole chiese e ricordi
la risacca del Mare
riavvolgere il nastro
dei sogni infranti
giunge adesso
impietosa eclissi
portando via con sé
la perfezione cosmica
la quintessenza del tutto
perfino le notti che ho detto - sì –
Nino
-mentre tu mi parli -
l’eclissi se n’è andata
-mentre tu mi osservi-
vedo sfarinare anche te
♦◊♦ ♦◊♦ ♦◊♦ ♦◊♦
Recensione
La poesia è strutturalmente interessante. Sin dall'incipit incuriosisce per la frammentarietà che comunica, in maniera coerente, il tema dei ricordi e della memoria che scompare. Emanuela Maggini riesce a costruire una poesia, e il suo percorso emotivo, che alterna assenza e presenza, nostalgia e lampi improvvisi di vita condivisa. I versi restituiscono, sin da subito, la complessità del legame e il senso di perdita che percorre, anche nel sotto testo, tutta la poesia come dimostra il passaggio: “Non mi abituo alla tua assenza / Perdo il conto dei tramonti”.
L'autrice adopera un linguaggio immediato e diretto. I tratti sono colloquiali. Tali peculiarità permettono di percepire il flusso dei pensieri e delle emozioni come se ognuno fosse parte di quel dialogo interiore. Passaggi letterari come “strutture fatiscenti” e della “risacca del Mare” conferiscono un senso di precarietà e bellezza. Le immagini e i piccoli dettagli quotidiani, come il passaggio "Vieni Nino passami il gin" conferiscono concretezza e intensità alla scena. Si ha l'idea che ogni visione afferri un attimo di vita, un frammento di esperienza che non si vuole dimenticare.
Gli episodi descritti con delicatezza e fragilità si alternano in maniera coerente: l’eclissi che porta via “la quintessenza del tutto” è uno dei passaggi più forti dell'intera poesia. Quel passaggio diviene simbolo della perdita e dell’inevitabile scorrere del tempo. Poi, nel verso “vedo sfarinare anche te”, che è l'explicit della poesia, ritorna, lieve ma potente, la presenza che restituisce al lettore un senso di complicità e continuità, nonostante tutto.
Senza lasciarsi andare al sentimentalismo, il testo esplora il rapporto tra memoria e riconciliazione, assenza e passione. Intensa e naturale la scrittura dell'autrce è capace di far percepire ogni sfumatura dei sentimenti. Il quadro d'insieme crea una direzione emotiva vivida in cui la vita e il ricordo convivono. L'insieme oscilla tra fragilità e forza, tra rottura e legami che sopravvivono. In questa intensa poesia, ogni attimo rubato al tempo acquista valore e significato profondo.
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