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rubrica poetica

Controverso

Le poesie scelte sono di Alessandra Cesselon, Pino Maiano e Caterina Alagna

Controverso

La rubrica settimanale "controVerso" è dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è deciso di raccogliere in questa pagina le più belle poesie che di volta in volta vorrete inviare. 

Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato sul quotidiano Buonasera in edizione cartacea, digitale e online nella apposita sezione, dovrà:

  1. Seguire le pagine dei profili social di Taranto Buonasera: su Facebook e Instagram;
  2. Inviare una mail a controverso2019@gmail.com con il proprio nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo della mail la paternità dell'opera. La poesia non dovrà superare i 20 versi.

Ogni settimana tre poesie, tra quelle più significative, saranno scelte, recensite e pubblicate nella rubrica "controVerso" sull'edizione cartacea e digitale del sabato e visibili online la domenica mattina dalle ore 9:00.

Altre, invece, verranno selezionate e pubblicate esclusivamente online come "Poesia del Giorno" sul sito web di Buonasera e sui canali social. 

Le tre poesie pubblicate sabato 13 luglio sono:

  • Il rinnovamento dell'acqua di Alessandra Cesselon di Roma;
  • A Oronzo di Pino Maiano di Taranto;
  • Sconforto di Caterina Alagna di Nocera Inferiore (SA).

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IL RINNOVAMENTO DELL'ACQUA

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Tu che scorri in torrenti spumosi
rinnova il mio cuore!!!!
È solo il tuo limpido volto
che vince ogni affanno
Tu quieta e solenne, immensa e globale
rinnova il lago profondo e immoto
della mia anima!
Dammi la gioia del gioco
insegnami a conoscere ancora
la lieta armonia
dei ritmi antichi del tempo.
Acqua lustrale,
dalla purezza nascosta,
disciogli pensiero e intelletto
in rivoli azzurri.
Salvami... dalla durezza del cuore

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di Alessandra Cesselon di Roma

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Recensione


Una poesia che esplora il tema della purificazione e del rinnovamento interiore attraverso la metafora dell'acqua. Il testo si apre con un'immagine vivida di torrenti spumosi, che evocano un desiderio di rinnovamento del cuore della poetessa. L'acqua, con il suo volto limpido e la sua presenza solenne e globale, diventa il simbolo di una forza capace di vincere ogni affanno e rigenerare l'anima profonda e immota. La richiesta di gioia e di riscoperta dell'armonia dei ritmi antichi del tempo, suggerisce un desiderio di ritorno alla semplicità e alla purezza originarie. La poesia culmina con un appello all'acqua lustrale, vista come entità purificatrice in grado di dissolvere pensieri e sentimenti negativi, liberando l'individuo dalla durezza del cuore: "Acqua lustrale, dalla purezza nascosta, disciogli pensiero e intelletto in rivoli azzurri." La scelta delle parole e il ritmo delicato del testo contribuiscono a creare un'atmosfera di serenità e speranza, facendo di questa poesia un invito a ritrovare la propria essenza attraverso la forza purificatrice dell'acqua. Alessandra Cesselon utilizza immagini potenti e simboli antichi per connettersi con il lettore a un livello profondo e universale, trasmettendo un messaggio di trasformazione e rinascita spirituale. 

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A ORONZO

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Percorsi di vita insieme,
nei prati di papaveri e camomilla,
a scalciare palloni e sogni.
Per te un pomeriggio afoso,
la prima tragedia,
con coraggio superata.
Amici di parrocchia,
adolescenza tra le vie del paese,
e odore aspro di vendemmia.
I tuoi studi con impegno,
orgoglio della nostra terra.
In cielo tra pieghe di nuvole,
a curare stelline fragili
e bambini straziati,
dalle atrocità di guerre inutili.
Scatti di cuore e altri eventi,
Oronzo ora orfani i bimbi di Taranto,
sempre dalla loro parte,
nelle sfide della vita.
Disattesa dal Governo la tua lettera,
la salute infantile in questa città,
imbrigliata da falsità di comodo
e madri a piangere figli
da futuri ostili.
Profumi di rosmarini e arcobaleni,
vegliano il tuo riposo,
in spazi d’infiniti sconfinati.

di Pino Maiano di Taranto

Recensione

Si tratta di una toccante ode che celebra la vita e il coraggio di un amico d'infanzia. La poesia dipinge vividamente i momenti condivisi, dai giochi nei prati di papaveri e camomilla alle sfide superate con determinazione. Oronzo è ritratto dall’amico Pino Maiano, come un simbolo di dedizione che ha studiato con impegno e ha servito come medico, curando bambini straziati dalle guerre. La sua passione e il suo impegno per la salute infantile a Taranto risaltano, nonostante le difficoltà e l'indifferenza governativa. L’autore utilizza immagini potenti, come "pieghe di nuvole" e "profumi di rosmarini e arcobaleni," per sostenere la memoria e l'eredità dell’amico. Questa poesia è un tributo commovente che unisce nostalgia, rispetto e ammirazione, lasciando un'impressione duratura di un uomo straordinario. 

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SCONFORTO

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Fruscia fremente l’alito grigio
che ti piange sulle voglie
e il verbo, bagnato di sconforto,
s’impala alle ombre cristalline
delle tue doglie.
Partoriscono le labbra
pensieri ebbri di nuvole,
storditi si piegano
come giunchi di fioca sostanza
e la terra sotto i piedi
genera radici di sabbia.

Scorrono i ruscelli della vita
e piove il nettare effimero
che s’eclissa sulle labbra.

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di Caterina Alagna di Nocera Inferiore (SA)

Recensione

I versi sono densi di immagini suggestive e metafore potenti, che esplorano il tema della disperazione e dell'inevitabile transitorietà della vita. Il testo si apre con un "alito grigio" che piange sulle "voglie", suggerendo una presenza opprimente e malinconica che pervade i desideri del poeta. Il verbo "bagnato di sconforto" s'impala alle "ombre cristalline delle tue doglie," rappresentando il dolore e la sofferenza come qualcosa di trasparente ma inevitabilmente presente. Le labbra "partoriscono pensieri ebbri di nuvole," indicando una mente offuscata e confusa, mentre questi pensieri si piegano "come giunchi di fioca sostanza," fragili e inconsistenti. La terra che genera "radici di sabbia" sotto i piedi sottolinea la precarietà e l'instabilità della condizione umana. Il flusso della vita è paragonato a ruscelli che scorrono, con un nettare "effimero" che piove sulle labbra solo per eclissarsi subito dopo, simbolizzando la fugacità dei momenti di gioia e soddisfazione. Utilizzando un linguaggio lirico e sensoriale per trasmettere un profondo senso di sconforto e disillusione, Caterina Alagna crea un quadro vivido e struggente della fragilità e della transitorietà dell'esperienza umana.

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