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rubrica poetica
13 Aprile 2024 - 08:00
La rubrica settimanale "controVerso" è dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è deciso di raccogliere in questa pagina le più belle poesie che di volta in volta vorrete inviare.
Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato sul quotidiano Buonasera in edizione cartacea, digitale e online nella apposita sezione, dovrà:
Ogni settimana tre poesie, tra quelle più significative, saranno scelte, recensite e pubblicate nella rubrica "controVerso" sull'edizione cartacea e digitale del sabato e visibili online la domenica mattina dalle ore 9:00.
Altre, invece, verranno selezionate e pubblicate esclusivamente online come "Poesia del Giorno" sul sito web di Buonasera e sui canali social.
Le tre poesie pubblicate sabato 13 aprile sono:
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Rabbrividisce
la luce al tramonto
Sedimentano i tuoi
riccioli sul mio cuscino
Scuciono gli orli alle
ore sdrucite del giorno
Fanno casa
i respiri affannosi
Portami via
da questo letto
ma non consegnarmi
al nuovo giorno privo
dei tuoi assalti
Sei la notte infinita
mille gli orgasmi
del cuore.
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di Beatrice Lippo di Bari
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Recensione
La poesia è un'immersione intensa nei dettagli di un momento intimo e passionale. Con soli otto versi, l'autrice cattura l'essenza di una notte d'amore e di desiderio. L'immagine della luce che rabbrividisce al tramonto evoca una sensazione di transizione, di confine tra il giorno e la notte, ma anche tra la realtà e il sogno. Il tema dell'intimità è enfatizzato dalla presenza dei riccioli che si sedimentano sul cuscino e dagli orli delle ore che vengono scuciti, suggerendo un tempo dilatato e una profonda relazione tra i protagonisti. I respiri affannosi diventano il suono di una casa che si costruisce, un rifugio sicuro in cui trovare sollievo e pienezza. La poesia di Beatrice Lippo raggiunge il suo culmine nell'ultimo verso, in cui l'amore è paragonato alla notte infinita e ai mille orgasmi del cuore. Questa immagine audace e suggestiva cattura la potenza dell'esperienza amorosa, descrivendo un desiderio così intenso da trasformare il tempo e lo spazio. Una poesia che cattura l'essenza dell'amore con una semplicità e una forza sorprendenti.
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E giunge il mattino
la mente reclama
quel raggio di sole che timido passa
da una finestra e il cuore subito riempie!
Col suo tepore prepara i pensieri
vicini e quelli di ieri,
del tempo in cui c’eri anche tu.
Quella luce irradia i meandri
di un’anima inquieta
donando un sospiro
che finalmente ti acquieta
per poi immaginare un momento,
una scena che diventi reale:
quel pizzico di fugace follia
per assaporare il mondo…
E lì ti lascio,
tra la Luce di questo giorno
dove so di trovarti, per sempre!
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di Francesca Giusi Rizzato di Massafra (TA)
Recensione
Con una prosa delicata e avvolgente, l'autrice cattura l'essenza della quiete mattutina e dell'attesa che accompagna il sorgere del sole. Il testo inizia con un invito alla mente a risvegliarsi con il raggio di sole che timidamente si fa strada attraverso una finestra, un gesto semplice ma carico di significato. Questo raggio di luce diventa metafora di speranza e di rinascita, riempiendo immediatamente il cuore di chi lo accoglie. La poesia si dipana poi attraverso una serie di immagini evocative che rievocano i pensieri e i ricordi legati al passato, alla presenza di chi non c'è più. Il sole diventa così il tramite tra il presente e il passato, illuminando i meandri di un'anima inquieta e donando un momento di calma e serenità. L'autrice ci conduce poi in un viaggio immaginario, invitandoci a sognare e a immergerci in un istante di felicità fugace, un momento di pura gioia e follia. Questa sensazione diventa un modo per assaporare appieno la bellezza del mondo e della vita. La poesia si conclude con un'affermazione di speranza e di fiducia nel futuro, con la consapevolezza che, nonostante le assenze fisiche, i nostri cari restano sempre con noi, nella luce di ogni nuovo giorno. Con una scrittura delicata e suggestiva, Francesca Giusi Rizzato ci offre un'esperienza poetica che risuona nel cuore e nell'anima del lettore.
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Con occhi di fanciulla
guardo il mondo
circondata da un alone
misterioso ed incantato.
Vive l’anima mia
in una continua favola
e con infantile fiducia
rifugge all’orrore della vita.
Destarmi dovrò
e se mai dovessi spaventarmi
abbandonerò la luce del giorno
e legata a quel sottile filo
senza indugio,
tornerò a parlare
il linguaggio della cecità dei sogni.
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di Francesca Marino di Mazara del Vallo (TP)
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Recensione
La poesia ci trasporta in un mondo incantato e misterioso, in cui la protagonista vive immersa in un'atmosfera da favola, con gli occhi di una fanciulla che guarda il mondo con meraviglia e innocenza. L'immagine dell'alone misterioso e sognante che circonda il mondo evoca un senso di magia e di possibilità infinite, mentre l'anima della protagonista danza in una continua favola, rifugiandosi con infantile fiducia dalla durezza della realtà. I versi esplorano il tema del potere salvifico dei sogni, offrendo un rifugio sicuro dalle paure e dagli orrori della vita quotidiana. Tuttavia, la protagonista è consapevole che prima o poi dovrà destarsi e affrontare la luce del giorno. La poetessa utilizza una metafora potente per descrivere questo ritorno alla realtà: il sottile filo che lega la protagonista alla sua condizione di veglia, ma senza indugi, la sua mente tornerà a parlare il "linguaggio della cecità dei sogni", suggerendo che, nonostante il ritorno alla realtà, i sogni continueranno a influenzare e a guidare la sua esperienza. La poesia che celebra il potere della fantasia e della speranza nell'affrontare le sfide della vita. Con una scrittura delicata e suggestiva, Francesca Marino ci offre un'esperienza poetica che ci invita a riflettere sulla natura dei sogni e sulla loro capacità di trasformare la nostra percezione della realtà.
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