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La gara
31 Marzo 2024 - 06:28
Ezio Capuano, allenatore del Taranto
Sospeso. Tra la meditazione delle metamorfosi ed un vago senso di incompiutezza. Con la percezione che manchi sempre qualcosa, propedeutica ad un esito propizio, all’abbandono di ogni rimpianto.
Il tradizionale appuntamento del sabato antecedente la Pasqua è mutuato in un’ennesima battuta d’arresto in terra campana per il Taranto, superato di misura da una Casertana che conferma la sua identità compatta e la simmetria meticolosa nell’interpretazione di entrambe le fasi della manovra. La formazione allenata da Vincenzo Cangelosi conquista la sfida di cartello in ottica play off, replica il punteggio della gara d’andata (1-0) di fine novembre, occasione in cui si era imposta come seconda ed ultima squadra ad espugnare il fortino dello Iacovone, e sovrasta transitoriamente in classifica la compagine di Ezio Capuano (55 punti contro i 53 degli ionici, in attesa di un verdetto positivo per il ricorso avverso la penalizzazione inflitta dal Tribunale Federale Nazionale).
La rete del vantaggio, suggellata in modo inaspettato dal fantasista Alessio Curcio al decimo giro di lancette, è capitalizzata al massimo dai “falchetti”, eppure s’incastona nell’interpretazione vibrante che sottende all’intera partita, permeata da dinamismo, capovolgimenti di fronte costanti e dialoghi provati nello spazio corto da entrambe le parti. Non un duello banale, appunto: il Taranto rinnova ancora una volta la sua struttura tattica in base agli uomini prescelti da Capuano sia per decodificare le letture strategiche relative all’avversario, sia per garantire la condizione fisica più idonea nell’approccio agonistico. L’allenatore ionico opta per il collaudato modulo 3-4-3, ma le novità sono insite nella selezione dei protagonisti per ruolo, in primis l’avanzamento sulla corsia destra di Luciani (compito non inedito nella carriera dell’ex Reggiana): in tale circostanza, il trittico di retroguardia è affidato a Riggio ed Enrici sui poli ed al solito Miceli centrale, mentre capitan Vannucchi è inamovibile a custodia fra i pali.
La linea nevralgica consta inoltre del binomio Calvano-Zonta in cabina di regia, con Panico stabile sul binario mancino; in avanti, invece, l’opera alternata sulla trequarti da Bifulco e Fabbro ispira lo sviluppo del 3-4-2-1 alle spalle del rientrante Simeri punta centrale. Dal canto suo, la Casertana ribadisce l’impianto votato al 4-2-3-1: Venturi in porta monitora un comparto arretrato appannaggio di Calapai ed Anastasio terzini, Celiento e Bacchetti centrali coriacei e puntuali nell’intercettazione, nell’appoggio e nella marcatura. Casoli e Damian offrono filtro e diga a centrocampo, innescando l’impostazione per le verticalizzazioni e le fughe sugli esterni sia di Carretta che di Tavernelli, a loro volta educati dal citato Curcio; Montalto agisce da terminale offensivo puro.
I padroni di casa stravolgono immediatamente il destino del match al 10’: Curcio discende sulla fascia destra ed effettua un tiro cross ingannevole, probabilmente destinato a Tavernelli pronto nei pressi del palo opposto; il vento influisce sulla traiettoria e ne nasce un’esecuzione a sorpresa, che si tramuta nel gol decisivo, con la sfera insinuatasi nell’angolino alla destra di Vannucchi. Il Taranto si arma di coraggio e reagisce: imprecisione e precipitosità limiteranno però la creatività offensiva, avara della necessaria lucidità non solo nelle azioni sinergiche imbastite dalla metà campo avversaria, ma anche nella finalizzazione stessa. Al 19’ Fabbro prova a risolvere una mischia in area campana attraverso una girata energica col destro, indirizzata sibilante sul fondo. Interessante la combinazione fra difensori ionici registrata al 32’: le dinamiche del calcio di punizione di Zonta favoriscono l’inserimento di Miceli che, dal versante mancino, accoglie la sfera e crea l’assist per Riggio sganciatosi sul lato opposto, ma il suo colpo di testa evapora fuori misura.
La Casertana controlla e confida nell’esuberanza sulle catene, laddove le accelerazioni e le intuizioni di Carretta e Tavernelli risultano insistenti ed arginate con difficoltà. Ed anche la retroguardia campana rimedia alle sue stesse inesattezze, come al 46’pt, quando Bacchetti annulla il tentativo di Bifulco ad incrociare su suggerimento lungo di Luciani. Ed avrebbe persino l’occasione di raddoppiare, nel periodo di recupero della prima frazione di gioco: al 48’pt, infatti, Tavernelli s’invola sulla corsia sinistra e disegna in ampiezza un cross puntuale per Carretta, la cui fiondata dal limite destro sorvola clamorosamente la trasversale. La ripresa s’inaugura con due correttivi apportati da Capuano, il quale inserisce Kanoute e Valietti al posto, rispettivamente, di Fabbro e Panico.
Luciani è dirottato sulla fascia sinistra ed è autore di una doppia chance: la prima opportunità è annotata al 49’, quando segue l’evoluzione del corner battuto da Zonta ed effettua una conclusione col destro dalla distanza, la quale costringe Venturi alla parata; la seconda coincide con un tiro al volo mancino, innescato dalla penetrazione centrale di Bifulco, con la sfera sollevata sulla traversa dall’estremo difensore campano al 55’. Capuano rimodella ancora il Taranto al 61’, avvicendando Riggio con Mastromonaco ed immettendo Orlando in luogo di Bifulco, per una ricerca più determinata di imprevedibilità offensiva: in tal caso, Luciani si riappropria della classica mansione difensiva e Valietti è sperimentato sulla corsia mancina. E se Kanoute provvede ad agire in ampiezza, ad accentrarsi ed a distendersi per vie orizzontali, Simeri continua a non incidere; semmai è Orlando a recuperare la sfera dagli sviluppi di un tiro dalla bandierina ed a scaraventarla al volo dalla distanza, senza fortuna al 63’. Cangelosi concede a Curcio e Damian di rifiatare, innestando Deli e Matese al 75’.
Il Taranto non demorde: al 76’ Kanoute amministra una progressione sulla fascia mancina ed offre l’assist per il ben appostato Enrici, la cui incornata termina fuori. Capuano opta per la trazione anteriore all’82’, sacrificando il regista Calvano per un’altra punta, De Marchi, mentre il suo collega Cangelosi si cautela con Toscano al posto di Tavernelli (85’). L’ultimo acuto è firmato dai neo entrati dalla pragmatica Casertana: all’87’, infatti, Deli divarica centralmente a beneficio dell’accorrente Toscano, il cui diagonale dal versante mancino si affievolisce di poco al lato.
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