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La presentazione del match
30 Marzo 2024 - 06:00
Eziolino Capuano
Oggi tradizionale turno antecedente la Pasqua: fischio d’inizio alle ore 14.00.
Fascino antico, rivalità epica e prospettive future. Non è mai banale, un duello con la Casertana, soprattutto se affrontato nuovamente sui palcoscenici del professionismo e nell’ottica di un obiettivo comune, quello di consolidare le rispettive posizioni nella graduatoria nobile, missione propedeutica alla disputa dell’intrigante corollario dei play off. Ed il Taranto desidera sorprendere, in occasione del tradizionale appuntamento agonistico antecedente la Pasqua e contro un avversario che ha adempito all’impresa di espugnare il fortino dello Iacovone alla fine dello scorso novembre: la consapevolezza nella propria identità, la maturità espressa attraverso la sintesi idonea fra razionalità ed intuizione, la sinergia entusiasta del gruppo sottendono all’interpretazione più consona del big-match in programma alle ore 14.00.
“Nel metaforico uovo di Pasqua vorremmo trovare l’ennesimo risultato positivo, consci di andare a giocare su un campo difficile e contro una squadra che non ha bisogno di presentazioni- ha esordito Ezio Capuano alla vigilia- La Casertana vanta un organico importante, che avrebbe avuto complicazioni nell’allestire in ritardo la scorsa estate se ci fosse stato il mercato aperto. Ero convinto che, se non fosse stata falcidiata dagli infortuni, avrebbe lottato per il primo posto: complimenti alla società campana, al collega Cangelosi che ha conferito un’identità precisa di gioco”. “Affronteremo la partita con i codici assimilati sino a questo momento- ha commentato lo stratega ionico-Sono convinto di avere a disposizione un gruppo granitico, composto da ragazzi seri e disponibili al lavoro: i numeri sono evidenti agli occhi di tutti. Sono convinto che interpreteremo una buona partita, ma dovremo stare attenti in tante situazioni: gli impegni agonistici che precedono le festività sono sempre particolari sotto il profilo psicologico; occorre evitare la leggerezza nell’impatto emotivo alla gara stessa”.
Il dilemma circa le eventuali defezioni (totali o parziali) legate ad alcuni calciatori non impiegati contro il Brindisi attanaglia le ipotesi inerenti allo scacchiere tattico: “Non sono un bugiardo, non mi nascondo, mi dispiace che ci sia qualcuno che dubiti del fatto che io non fossi a conoscenza della penalizzazione- ha confidato Capuano- Spero di recuperare parte degli atleti già indisponibili a Brindisi: il nostro è un gruppo profondo e chiunque sia stato schierato ha compiuto appieno il proprio dovere. Fortuna e grandi meriti di ammirare questa classifica a cinque giornate dall’epilogo del campionato regolare”. La chiave di volta per contrastare la creatività e la solidità dei “falchetti” rossoblu è da rintracciare nell’equilibrio che il Taranto dovrà rispettare fra le due fasi di contenimento e di incursione, ma gli sviluppi potrebbero constare anche del promettente eclettismo elargito dalla condizione in evoluzione di uomini di qualità come Fabbro o Zonta.
Il primo, considerato un esterno offensivo atipico, dispensa peculiarità da seconda puntaed ha saputo sacrificarsi da “falso nueve”: “Secondo me, Fabbro è stato il migliore in assoluto per distacco a Brindisi- ha dichiarato il trainer rossoblu- Gli avevo chiesto di non dare punti di riferimento, di attaccare sempre in orizzontale la linea e l’ha fatto al limite della perfezione, perché non si avevano punte centrali effettive: sia De Marchi, sia Simeri non erano in grado di poter scendere in campo. Credo nell’importanza di Fabbro e la società si è opposta all’eventuale cessione: penso che stia dimostrando il suo valore ed il suo impiego intermittente dipende solo dall’impossibilità di far coesistere tutti i bravi interpreti davanti. A prescindere dal sistema di gioco variato durante l’interpretazione calcistica, cerco sempre di alternarli”. Il secondo esprime maggiormente il suo potenziale se libero di avanzare, di guadagnare metri a ridosso dell’area di rigore, di produrre inserimenti propiziatori alla conclusione a rete: “Zonta può giocare in una mediana sia a due, sia a tre.
E’ cresciuto tanto, si è “capuanizzato”- ha precisato il tecnico ionico- All’inizio non possedeva le fasi di aggressione, interdizione e cattiveria richieste, ma le ha migliorate col trascorrere dei mesi. Sotto l’aspetto professionale, è uno degli atleti più seri che ho allenato nella mia lunghissima carriera: lo inserisco titolare o da subentrante meditando sulle sue caratteristiche; l’ho utilizzato costantemente, nulla da enfatizzare o sminuire. Ritengo Zonta un giocatore affidabile e di grande qualità”. L’assenza certificata e reiterata è quella dell’infortunato Ferrara: “Emblema di tutto ciò che di negativo ci ha accompagnato quest’anno- ha esclamato Capuano- Il giocatore che stava operando meglio di tutti, l’abbiamo perso a Torre del Greco: sicuramente abdicherà anche dalla partita con la Casertana. Stiamo sopperendo anche variando sistema di gioco ed apportando modifiche adeguate. Non conosco ancora i sui tempi di recupero, ma temo che non siano brevi”.
In tema di catena mancina, emerge l’offerta tattica nell’avvicendamento di Riggio ed Enrici nel reparto più coerente in struttura qual è la retroguardia: “Sono due giocatori forti. Enrici è molto più esplosivo: piede sinistro, accorcia molto di più sulla figura- ha spiegato Capuano- Riggio è sicuramente più esperto nelle letture, leggermente meno dinamico: contro il Brindisi è stato collocato in una difesa a quattro per la sua proposta tecnica. Quando è necessario giocare su uno di spalle che lega alto, invece, preferisco Enrici: scelgo i protagonisti in base all’originalità degli allenamenti settimanali ed alla condizione fisica, soprattutto sullo studio delle caratteristiche degli avversari”.
“La Casertana è la migliore squadra che si sia esibita a Taranto- ha commentato- Il Taranto vanta una delle difese meno battute del campionato, anche variando più sistemi di gioco: equivale al consolidamento di un progetto generato dal lavoro dello scorso anno, nonché dalla mia convinzione che, nel calcio, sia basilare non subire. Cambiando struttura tattica, abbiamo creato la nostra classifica: nel girone di ritorno abbiamo collezionato sei clean sheet. Preferisco ubicare un elemento di schermo davanti alla difesa e sfruttare le mezzali che s’inseriscono. Riproporre la linea a quattro? Ci può stare: ho costruito una squadra duttile nelle idee, ma contro la Casertana dipenderà dal numero di giocatori che recupererò”.
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