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FANTASY

Diventare blu

di Federica Guarducci

Diventare blu

Bovindo – racconti da leggere, autori da scoprire è la rubrica dedicata a chi desidera far conoscere la propria voce letteraria e condividere il piacere del racconto breve.
Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, Bovindo propone un nuovo racconto, scelto tra autori esordienti e scrittori già affermati, offrendo ai lettori uno sguardo privilegiato sulla narrativa italiana contemporanea: una finestra luminosa da cui osservare il mondo attraverso tante piccole grandi storie.
Gli autori interessati possono inviare all’indirizzo bovindo2025@gmail.com il proprio racconto indicando nome, cognome, luogo di residenza e contatto telefonico. I testi, in lingua italiana e a tema libero, non dovranno superare le quattro pagine (formato A4, file Word). Sono ammessi racconti editi o inediti, senza limiti di genere. Per ulteriori informazioni: cellulare 327 1371380. Bovindo è uno spazio aperto e inclusivo, dove la scrittura respira, il talento si riconosce e ogni voce trova il suo lettore.


Diventare blu

di Federica Guarducci

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C’era una volta una bambina che diventava blu, ma non sempre, solo quando aveva paura.
Appena era ora di andare a dormire e ogni cosa diventava nera come la pece, ecco che la bambina sentiva uno strano formicolio in tutto il corpo e -bam!- si tingeva di un azzurro intenso.
Il che, per essere sinceri, era davvero molto logico, perché quasi sicuramente il Mostro della Notte dormiva sotto il suo letto, e in queste situazioni che cosa si può fare se non diventare blu?
Ma non era solo il temibile mostro a essere fonte dei numerosi crucci della bambina. Se le capitava di vedere per strada un pagliaccio con la sua inquietante faccia colorata, di colpo la sua pelle diventava color cobalto. E che dire poi di quella pubblicità che facevano in TV, dove a un certo punto compariva un coccodrillo? C’erano davvero un sacco di cose nel mondo per cui diventare blu, pensava la bambina sconsolata.
Ma i più sconsolati di tutti erano senza dubbio i suoi genitori, che, anche se con gli anni si erano abituati a quei repentini cambi di colore della figlia, non sapevano proprio come fare a non farla più diventare blu.
Le avevano tentate proprio tutte, anche usare della vernice rosa per coprire quel dannato colore che sembrava comparire nei momenti meno opportuni. Non c’era motivo di diventare blu, le ripetevano ogni giorno. Il blu era solo nella sua testa: sarebbe bastato convincersene.
La bambina però non era poi tanto sicura che dicessero la verità, anche perché il Mostro della Notte insisteva a rimanere sotto il suo letto e si divertiva a diventare trasparente ogni volta che la mamma controllava, il maledetto.
E così, di giorno in giorno e di anno in anno, la bambina continuava a colorarsi di blu, sotto lo sguardo preoccupato della sua famiglia, che si chiedeva che cosa sarebbe successo quando la scuola fosse iniziata.
Eh sì, perché la nostra spaurita protagonista stava per cominciare la prima elementare, e lì, con tutta probabilità, il diventare all’improvviso color pervinca non sarebbe andato a genio né alle maestre, né tantomeno ai bambini.
Quante nottate insonni trascorsero i genitori, quanti dottori consultarono al colmo della disperazione nella speranza che qualcuno conoscesse la soluzione per non farla essere così tanto blu! Non riuscivano proprio a rassegnarsi al fatto che la loro preziosa figlia fosse nata con questa strana caratteristica. Cosa avrebbe detto la gente? Cosa avrebbero pensato tutti?
Nel frattempo la bambina, che aveva notato come reagivano le persone quando il bizzarro incidente si verificava, cominciò a diventare blu per la paura di diventare blu, cosa alquanto controproducente in verità.
Si guardava a lungo allo specchio, e appena vedeva comparire una tenue striscia azzurra sulla mano, oppure una macchiolina celeste sulla guancia, veniva colta dalla più profonda disperazione. Si arrivò al punto che il blu era diventato il colore naturale della sua pelle. Non c’era verso di farla tornare come prima. Eppure, quando era nata, era così rosa, così simile a tutti gli altri!
Chi avrebbe voluto rivolgerle la parola, essendo così strana? Chi le sarebbe stato amico? Sarebbe riuscita a sopportare le sfide ben più grandi che la vita le avrebbe riservato, quella bambina tutta blu?
Lei non lo sapeva, e ormai quasi non si ricordava più quale fosse il suo aspetto prima di questa crisi dello stesso colore del mare.
Arrivò la mattina del tanto temuto primo giorno di scuola, e la bambina si svegliò più blu che mai. Meccanicamente, scese dal letto, si recò in bagno e cominciò a pitturarsi di rosa prima le braccia, poi le gambe. Aveva fatto le prove così tante volte per questo giorno, che ormai sarebbe riuscita a dipingersi la pelle anche a occhi chiusi. Diede una rapida occhiata al suo riflesso. Poteva bastare? No. Meglio essere sicuri. Meglio coprire ogni singola traccia di quel colore maledetto. La pancia, le dita dei piedi, le orecchie. Nessuno, nessuno, nessuno, assolutamente nessuno avrebbe dovuto scoprire che, a volte, lei poteva diventare blu. Il pennello passava su ogni centimetro della sua pelle nuda, cancellando con la tinta di cui era intriso ogni traccia, ogni residuo, ogni prova che lei fosse mai stata blu. Era la cosa migliore da fare.
Andò in cucina per fare colazione. Lì si trovavano i suoi genitori, che la accolsero con grande trepidazione. Sembrava una mattina come tante, ma era l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita e si poteva palpare qualcosa nell’aria, una specie di tensione tutta speciale.
La bambina stava cominciando a bere la sua tazza di succo, quando decise di alzare la testa dal tavolo e di lanciare uno sguardo preoccupato alla sua famiglia… Un secondo, ma cosa stava succedendo? Era una sua impressione, o la faccia della mamma sembrava essere un po’ arancione? E come mai sul braccio del padre, se si concentrava al massimo, riusciva a scorgere una macchiolina violetta? Che strano… forse… ma no, era impossibile!
Il viaggio per arrivare a scuola fu molto breve, e in quattro e quattr’otto la piccola si ritrovò davanti a una porta altissima con sopra scritto, con lettere a forma di animale, “Classe 1A”.
Prima di entrare, la nostra protagonista prese un respiro profondo e controllò un’ultima volta che non fossero comparse macchie blu improvvise a rovinare il suo travestimento da bambina normale. Mise la mano sulla maniglia della porta, la spinse verso il basso, fece un passo dentro all’aula e… non riuscì a credere a quello che stava vedendo.
Davanti ai suoi occhi, comparve la scena più assurda a cui avesse mai assistito.
La classe era piena di bambini così strani! Uno di loro stava fluttuando a cinque centimetri da terra, un altro invece di stare in piedi si spostava camminando sulle mani. C’era anche una bambina tutta verde!
Persino la maestra, mentre diceva ai suoi nuovi alunni che erano la primissima classe che le fosse mai stata assegnata, diventò improvvisamente invisibile, per poi ricomparire poco dopo. Qualche minuto più tardi, li invitò tutti a scegliere un posto per sedersi.
La bambina optò per il banco di fianco a quello della compagna con la pelle verde. Aveva una domanda importante da farle. Non poteva aspettare oltre.
-Perché sei verde?
-Che vuol dire scusa?
-Perché hai la pelle tutta verde?
-Ah questo! Ho un po’ paura, visto che è il primo giorno di scuola! Io quando ho paura divento verde. Il mio amico Jacob dice che lui non ha paura di niente, ma guarda là dietro e vedrai come fluttua!
-Ma quindi tutto quello che vedo è normale?
-Che intendi per normale? Siamo solo tutti un po’ agitati, e poi ognuno lo fa vedere a modo suo!
Gli occhi della bambina si spalancarono dalla sorpresa, come se fosse stata colta da un’improvvisa rivelazione. Non era l’unica ad avere paura, e non c’era bisogno di vergognarsene.
Come si conclude questa storia? La nostra eroina ha poi trovato un modo per risolvere il suo problema monocromatico?
In verità, no. Alcune paure, come è naturale, riuscì a sconfiggerle, tanto che a volta quando pensava al Mostro della Notte le veniva proprio da ridere. Altre rimasero sempre con lei e altre ancora arrivarono dopo, con le nuove sfide che il crescere le aveva messo davanti.
Continuò a diventare blu, ma capì che tutti lo diventavano, a modo loro, anche se forse in forme meno appariscenti della sua. Insomma, si rese conto che tutti hanno paura di qualcosa e tutti manifestano i loro sentimenti in modo diverso. Fu così che smise di avere paura di diventare blu.

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