BISCEGLIE - Un silenzio profondo ha avvolto la città, interrotto solo dal dolore composto di una comunità intera che si è stretta attorno alla memoria di Patrizia Lamanuzzi, la donna di 54 anni uccisa il 15 aprile dal marito da cui si stava separando, Luigi Gentile, che dopo averla scaraventata dal balcone si è lanciato anch'egli nel vuoto.
Nella parrocchia di Santa Maria Madre della Misericordia si è consumato l’ultimo saluto. Un momento intenso, segnato da una partecipazione corale che ha visto convergere fedeli, cittadini e istituzioni in un unico abbraccio carico di commozione. L’aula liturgica si è riempita ben oltre la sua capienza, mentre all’esterno in tanti sono rimasti in raccoglimento, testimoniando una vicinanza silenziosa ma profonda.
A celebrare le esequie è stato il parroco don Michele Barbaro, in un clima sospeso tra incredulità e dolore. Una tragedia che ha colpito nel profondo la comunità, lasciando una ferita ancora aperta.
Accanto al ricordo di Patrizia, il pensiero si è rivolto ai figli, Mauro ed Elia Gentile, che alla vigilia dei funerali avevano affidato al loro legale Onofrio Musco parole cariche di rispetto e riservatezza, chiedendo che la figura della madre fosse custodita nella sua dimensione più intima e personale.
"Sei stata una mamma che ha vissuto per la famiglia e siamo certi che avresti continuato a farlo e avresti dato te stessa come sempre hai fatto, con tutto l'amore. Desideravi sempre aiutare in ogni modo ogni persona e la gente qui presente ne è la dimostrazione. Grazie per averci donato e insegnato la vita". Sono le parole che Mauro ed Elia hanno dedicato, al termine del funerale alla loro madre.
"Mauro ed Elia, a voi va l'abbraccio di tutta la chiesa, dei sacerdoti, del vescovo e di tutta questa città che veramente con grande affetto si stringe al vostro dolore", ha detto nell'omelia don Michele Barbaro, parroco della chiesa della Misericordia a Bisceglie, nel corso della messa esequiale. "Possa Patrizia riposare in pace e benedire i suoi figli dal cielo", ha continuato il sacerdote, che ha chiesto a Dio di restare "con noi in questo momento in cui è sera nei nostri cuori, nella nostra vita" a causa di "eventi che non comprendiamo e che ci spiazzano, che costituiscono una battuta di arresto e che ci fanno pensare che non abbiamo le forze per riprendere il cammino".
Il sindaco Angelantonio Angarano ha proclamato il lutto cittadino, trasformando Bisceglie in una città immobile, quasi sospesa, unita nel dolore e nel bisogno di raccogliersi. Le strade si sono svuotate, le attività si sono fermate, mentre il tempo sembrava rallentare per rendere omaggio a una vita spezzata in modo così drammatico.
Resta il segno profondo di una tragedia che ha travolto una famiglia e scosso l’intera comunità, lasciando dietro di sé un dolore difficile da raccontare e ancora più difficile da colmare. Una giornata che Bisceglie non dimenticherà, segnata da lacrime, silenzio e memoria.
Alla fine della celebrazione liturgica 54 palloncini rossi a forma di cuore in volo verso il cielo: uno per ciascuno dei 54 anni di Patrizia.