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Oncologia, il futuro tra cronicità e intelligenza artificiale. Tutte le foto

Si chiude il Cracking Cancer Forum: cresce il numero dei pazienti che convivono con il tumore, sfida aperta su accesso alle cure e innovazione

BARI - Si è conclusa la due giorni del Cracking Cancer Forum, appuntamento promosso da Koncept che ha riunito nel capoluogo pugliese esperti, istituzioni e professionisti della sanità per discutere le nuove frontiere dell’oncologia. Al centro del confronto due temi chiave: la trasformazione del tumore in malattia cronica e l’impatto dell’intelligenza artificiale nei percorsi di cura.

A tracciare il quadro epidemiologico è stato Gianni Amunni, che ha evidenziato un cambiamento profondo. “Negli ultimi anni si è registrata una trasformazione inattesa, con la possibilità di convivere a lungo con alcune forme tumorali”, ha spiegato, aprendo una riflessione sulle ricadute organizzative per il sistema sanitario.

Un fenomeno confermato anche dai numeri. Secondo le stime illustrate da Fabrizio Stracci, entro il 2030 si supereranno i 4 milioni di casi prevalenti, ovvero persone che vivono dopo una diagnosi oncologica. Un dato che impone un ripensamento complessivo dell’assistenza, come sottolineato durante i lavori.

Sul tema dell’accesso alle cure si è soffermato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. “Il problema principale oggi è garantire equità nell’accesso alle innovazioni”, ha affermato, evidenziando come molte terapie e servizi non siano ancora distribuiti in modo uniforme sul territorio.

La crescita dei pazienti lungo sopravviventi richiede infatti modelli organizzativi diversi, più vicini ai territori e capaci di accompagnare il paziente anche dopo la fase acuta. In questa direzione si inserisce il tema della digitalizzazione dei percorsi sanitari.

“Serve un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale sempre più digitalizzato”, ha spiegato Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, sottolineando l’importanza di strumenti come telemedicina, teleconsulto e monitoraggio a distanza. L’obiettivo è garantire una presa in carico completa, evitando che il paziente debba gestire autonomamente esami e controlli.

Un ruolo centrale è stato attribuito anche all’intelligenza artificiale, indicata come uno dei principali fattori di innovazione. “È una svolta che va governata senza paura”, ha dichiarato Felice Antonio Spaccavento, mentre Mariangela Ciccarese ha invitato a un utilizzo consapevole. “Rappresenta una grande opportunità, ma è necessario definire con chiarezza confini e limiti”, ha precisato.

Nel corso del forum è emerso anche il peso crescente della prevalenza oncologica. Alessandra Fabi ha ricordato che in Italia sono 925000 le donne che convivono con una diagnosi di tumore al seno, dato che evidenzia l’impatto sociale e sanitario del fenomeno.

Ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle reti oncologiche territoriali. Alessandro Delle Donne ha sottolineato i risultati raggiunti in Puglia. “La rete oncologica accompagna il paziente dalla diagnosi al follow up, garantendo un percorso strutturato e completo”, ha affermato, evidenziando l’importanza di ridurre la mobilità sanitaria e le liste d’attesa.

Sulla stessa linea Giammarco Surico, che ha ribadito come la rete regionale rappresenti uno strumento efficace per affrontare le nuove sfide. “L’obiettivo è assicurare una presa in carico complessiva, completando anche la fase del follow up nei prossimi mesi”, ha spiegato.

Nel corso delle due giornate si è discusso anche della qualità della vita dei pazienti, tema richiamato dalla vicesindaca di Bari Giovanna Iacovone. “La salute si costruisce anche fuori dagli ospedali”, ha affermato, sottolineando la necessità di creare ambienti favorevoli alla prevenzione e di sostenere i pazienti nel percorso di vita, contrastando l’isolamento.

Il forum ha ospitato anche la sesta edizione dei Cracking Cancer Award. Tra i riconoscimenti assegnati, il premio “Donato Metallo” è andato alla Asl Lecce per un progetto dedicato alla riduzione delle disuguaglianze negli screening oncologici per le persone con varianza di genere.

Durante la cerimonia, Angela Metallo ha ricordato il valore dell’iniziativa. “Questo lavoro nasce dall’impegno per arrivare alla legge 25 del 2024 e dalla volontà di rendere questi temi una normalità”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di criteri basati su inclusione, innovazione e rispetto della dignità delle persone.

Tra gli altri premiati figurano Giammarco Surico per il contributo alla rete oncologica pugliese, Samantha Bove per la ricerca, ed Elisabetta Martini e Mauro Iannopollo per la qualità dei processi assistenziali. Riconoscimenti anche per progetti legati all’innovazione digitale nei percorsi di cura.

Dalla due giorni barese emerge un quadro chiaro: l’oncologia sta cambiando profondamente, con nuove sfide legate alla gestione della cronicità e all’introduzione di tecnologie avanzate. Un’evoluzione che richiede modelli organizzativi più flessibili, maggiore equità nell’accesso alle cure e un dialogo costante tra ricerca, istituzioni e territorio.

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