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Università e Balcani, Brindisi punta su corsi innovativi ad alta tecnologia. Le foto

Delegazioni accademiche da Albania, Kosovo e Serbia in città dopo il workshop promosso dall’Università del Salento. Il sindaco Marchionna rilancia su Ingegneria e capitale umano

BRINDISI - Si è concluso con una visita istituzionale in città il workshop internazionale “Strengthening Cooperation between the University of Salento and Western Balkans Universities”, promosso dall’Università del Salento per rafforzare il networking e avviare nuove collaborazioni scientifiche e accademiche con atenei dell’area balcanica.

Docenti e rettori di 10 università provenienti da Albania, Kosovo e Serbia hanno fatto tappa a Brindisi per conoscere da vicino il contesto locale, le potenzialità del territorio e i progetti in corso, con l’obiettivo di costruire sinergie orientate anche all’apertura in città di corsi universitari ad alta innovazione tecnologica, competitivi e capaci di attrarre studenti non solo italiani ma anche dei Paesi balcanici.

Tra i momenti centrali della visita, un workshop ospitato a Palazzo Guerrieri e l’incontro a Palazzo Granafei Nervegna, dove la delegazione ha incontrato il sindaco Giuseppe Marchionna. Nella sala della Colonna si è sviluppato un confronto dedicato ai temi dell’internazionalizzazione e al consolidamento delle relazioni accademiche nell’area euro mediterranea e balcanica, valorizzando Brindisi come ponte naturale tra Italia e Sud Est Europa.

Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato quanto già affermato il 23 maggio 2025 durante l’Infoday Interreg Italia Croazia 2021 2017, quando aveva evidenziato la necessità di riportare a Brindisi corsi di Ingegneria articolati in diverse specializzazioni. L’obiettivo è creare percorsi formativi attrattivi anche per studenti provenienti dai Paesi che si affacciano sull’Adriatico, non solo dalla Croazia ma anche dall’Albania e da altre realtà dell’area balcanica.

Marchionna ha sottolineato come la fase attuale sia particolarmente delicata e richieda una programmazione attenta, fondata su importanti investimenti in capitale umano. Ha inoltre evidenziato la necessità di un dialogo strutturato con la grande industria che intende realizzare impianti e iniziative produttive sul territorio, in un quadro legato alla transizione energetica. Secondo il primo cittadino, un Paese che non produce energia sufficiente per il proprio fabbisogno non può dirsi pienamente autonomo, motivo per cui lo sviluppo industriale e quello universitario devono procedere in modo coordinato.

Da qui l’invito rivolto agli atenei a progettare corsi e specializzazioni in linea con le esigenze che emergeranno nei prossimi anni, così da sostenere uno schema di sviluppo coerente con le trasformazioni economiche in atto.

La visita delle delegazioni accademiche si inserisce dunque in un percorso più ampio che mira a rafforzare il ruolo di Brindisi come snodo strategico nel Mediterraneo, attraverso cooperazione universitaria, innovazione tecnologica e formazione qualificata, con uno sguardo rivolto ai Balcani e alle nuove opportunità di crescita condivisa.

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