MOTTOLA - La Casa di Comunità è completata, attrezzata e pronta a entrare in funzione, ma l’apertura non è ancora avvenuta. A sollevare pubblicamente la questione è la sezione “A. Gramsci” di Alleanza Verdi e Sinistra di Mottola, che chiede di conoscere con precisione chi stia impedendo l’avvio della struttura sanitaria.
Nei giorni scorsi una delegazione locale del partito ha incontrato, all’interno della stessa Casa di Comunità, il direttore del Distretto 2, Gianrocco Rossi, dopo che la Asl aveva accolto la richiesta di confronto sulla situazione della sanità territoriale. Durante il sopralluogo è stato verificato che la struttura risulta ultimata e dotata dei servizi previsti dalla riforma della sanità territoriale.
All’interno sono pronti 9 ambulatori per i medici di medicina generale, 2 ambulatori infermieristici e sono previsti 5 infermieri di comunità dedicati alla gestione delle patologie croniche. L’area diagnostica comprende senologia e mammografia, oltre ad ambulatori per ecografia e spirometria. È prevista inoltre l’integrazione con il poliambulatorio esistente, con specialità come cardiologia, diabetologia, pneumologia, geriatria e fisiatria. Presenti anche servizi di riabilitazione, terapia del dolore e palliazione, sale riunioni per il lavoro multiprofessionale e un auditorium destinato alla formazione del personale.
Secondo quanto evidenziato nel comunicato, la struttura sarebbe in grado di garantire presa in carico, prevenzione e gestione delle principali patologie croniche, con particolare attenzione a scompenso cardiaco, BPCO, diabete e fragilità geriatrica, contribuendo così a ridurre ricoveri e accessi al pronto soccorso.
Alla luce di questi elementi, AVS pone un interrogativo diretto. Se la Casa di Comunità è pronta e la Asl ha completato gli adempimenti di propria competenza, chi sta ostacolando l’apertura. Nel comunicato si sottolinea come altre realtà del territorio stiano procedendo secondo programma, mentre Mottola resterebbe esclusa dalla rete Hub e Spoke e dalla Centrale Operativa Territoriale.
Dalla documentazione disponibile, viene riferito, emergerebbe che le richieste organizzative dei medici di medicina generale sarebbero state accolte e che la Asl avrebbe adempiuto ai propri compiti. Per questo AVS chiede una presa di posizione formale su tre livelli. Alla Direzione Generale della Asl viene domandata una conferma ufficiale della piena attivabilità della struttura. Ai medici di famiglia operanti a Mottola si chiede di chiarire pubblicamente la propria disponibilità o indisponibilità ad aderire al modello organizzativo della Casa di Comunità. Al sindaco e all’amministrazione comunale si sollecita un’assunzione di responsabilità a tutela del diritto alla salute dei cittadini.
Nel comunicato si riconosce alla Asl un atteggiamento definito trasparente ed esaustivo, mentre si richiama la necessità che i medici di base dimostrino che non vi siano ostacoli o resistenze all’attivazione del servizio. Viene inoltre evidenziato che un investimento pubblico finanziato con risorse nazionali ed europee non può restare inutilizzato per ragioni organizzative o logiche corporative.
La richiesta conclusiva è netta. La Casa di Comunità di Mottola deve essere attivata immediatamente e ogni ulteriore ritardo, si legge nella nota firmata dal segretario cittadino Antonio Greco, sarà considerato una responsabilità politica chiara e nominativa.
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