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Il fatto

Dalla Liguria alla Puglia, rete umanitaria per salvare un bimbo di 8 anni. Le foto

Trasferito da Genova al Giovanni XXIII di Bari per la stabilizzazione clinica. Poi il rientro a casa in provincia di Foggia con dimissione protetta

BARI - Un volo umanitario dell’Aeronautica Militare ha consentito nel pomeriggio il trasferimento da Genova a Bari di un bambino di 8 anni affetto da una malattia rara. Con lui la madre e il dottor Luca Manfredini, direttore dell’hospice Il Guscio dei Bimbi dell’Ospedale Gaslini, che ha accompagnato il piccolo nel delicato passaggio verso la nuova presa in carico assistenziale.

All’arrivo in aeroporto ad attendere madre e figlio c’erano l’équipe della Rianimazione Pediatrica dell’Ospedale Giovanni XXIII e la Direzione sanitaria aziendale. Il bambino è stato subito preso in carico e trasferito in ospedale, con il supporto della polizia locale, dove è stato accolto in una stanza dedicata della Terapia Intensiva Pediatrica. L’ambiente predisposto garantisce un contesto protetto, con personale formato anche nelle cure palliative pediatriche in area critica.

Il ricovero rappresenta una fase intermedia e necessaria. Sono previsti alcuni giorni di degenza per consentire la stabilizzazione clinica e programmare con gradualità il ritorno al domicilio, in provincia di Foggia. Il percorso è stato condiviso con i genitori, nel rispetto delle loro decisioni, e accompagnato dall’équipe di Cure Palliative Pediatriche del presidio Giovanni XXIII, secondo i principi della proporzionalità delle cure e della centralità della famiglia.

La gestione del caso è frutto di un lavoro congiunto che ha coinvolto il direttore sanitario del Policlinico di Bari, Danny Sivo, la coordinatrice della rete regionale pugliese di Terapia del Dolore e Cure Palliative Pediatriche, Paola Moliterni, la direttrice facente funzione della Rianimazione Pediatrica del Giovanni XXIII, la dottoressa Calabrese, il direttore del Dipartimento Emergenze del Policlinico di Bari, Marco Ranieri, e la psicologa Berlingerio. Con il loro contributo è stata formalmente attivata una rete regionale integrata per valutare ogni scenario assistenziale nell’esclusivo interesse del minore e della sua famiglia.

Dietro il trasferimento c’è stato un articolato lavoro di coordinamento. Nei giorni precedenti si è svolta una riunione operativa in collegamento tra il team del Gaslini, la Rianimazione del Giovanni XXIII, la professoressa Mirabella della Rianimazione del Policlinico di Foggia, il professor Angelo Campanozzi, primario della Pediatria dello stesso ospedale, e i referenti del Distretto socio sanitario di Troia.

Nel dispositivo organizzativo sono stati coinvolti anche il Pronto soccorso di Foggia e il sistema 118, per garantire eventuali interventi tempestivi e coordinati. L’obiettivo è accompagnare il bambino e la madre in un percorso unitario che tenga insieme aspetti clinici, psicologici e relazionali.

Conclusa la fase di ricovero, il piccolo farà rientro a casa. La dimissione sarà protetta e condivisa, con la presenza del medico di medicina generale, del rianimatore e dell’équipe territoriale domiciliare, per assicurare continuità assistenziale e supporto costante nel percorso di cura.

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