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Acqua, la Puglia accelera sul riuso: nuovi impianti contro la siccità. Le foto

Entro il 2027 previsti 41 sistemi di affinamento e nuove riserve per agricoltura e usi civili

BARI - La strategia regionale per fronteggiare la crisi idrica passa da riuso delle acque depurate, nuove vasche di accumulo e collegamenti interregionali. È il quadro emerso dal sopralluogo effettuato dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, insieme agli assessori Raffaele Piemontese e Francesco Paolicelli, negli impianti di San Severo e Finocchito, in provincia di Foggia, dove arriva l’acqua proveniente dalla diga di Occhito.

Il sistema di San Severo, entrato in funzione circa 4 mesi fa, è tra i più avanzati in funzione sul territorio regionale. Qui l’acqua reflua depurata viene trattata e reimmessa nel circuito irriguo agricolo, riducendo dispersioni e scarichi. L’impianto consente di mettere a disposizione circa 4 milioni di metri cubi di acqua destinati a 4.000 aziende agricole distribuite su 7.000 ettari dell’Alto Tavoliere. Nel 2024 sono stati affinati circa 2,6 milioni di metri cubi.

Durante la visita Decaro ha evidenziato che negli ultimi giorni gli invasi stanno recuperando livelli rispetto all’anno precedente e che nel 2026 la pressione sulla rete potrebbe diminuire almeno per gli usi civili. Ha però sottolineato la necessità di proseguire negli investimenti per rendere la regione più resistente agli effetti dei cambiamenti climatici. L’obiettivo dichiarato è attivare entro il 2027 altri 41 impianti di affinamento capaci di produrre complessivamente 68 milioni di metri cubi di acqua per irrigazione, mentre attualmente ne risultano operativi 9.

A Finocchito è stata inoltre realizzata una nuova vasca da 70.000 metri cubi, affiancata a quella già esistente da 20.000 metri cubi. Qui confluisce l’acqua della diga di Occhito destinata in parte all’agricoltura e in parte all’impianto di potabilizzazione dell’Acquedotto Pugliese. Nella stessa struttura arriveranno anche le risorse idriche provenienti dal collegamento con il Liscione in Molise, con un apporto stimato di ulteriori 60 milioni di metri cubi annui per il basso Molise e la Capitanata. Il sistema è collegato a un telecontrollo gestito dal Consorzio di Capitanata che consente di regolare distribuzione e manutenzioni senza interrompere la fornitura.

La delegazione ha poi raggiunto l’impianto di potabilizzazione del Fortore a Castelnuovo della Daunia, struttura che tratta mediamente circa 1.600 litri al secondo destinati al capoluogo dauno e ai comuni della provincia.

Attualmente in Puglia risultano attivi 9 impianti di affinamento tra cui Acquaviva delle Fonti, Castellana Grotte, Fasano, Ostuni, San Pancrazio Salentino, Corsano, Gallipoli e San Severo. Altri sono pronti ma in definizione gestionale come Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia e Zapponeta. Ulteriori 12 strutture entreranno in funzione entro il 2026, mentre 18 sistemi di riuso sono programmati oltre tale data, tra cui quelli previsti ad Andria, Trani, Manduria, Manfredonia, Corato, Molfetta, Bisceglie e Casarano.

Il piano punta a costruire una rete capace di garantire acqua per agricoltura e popolazione anche nei periodi di siccità sempre più frequenti, rafforzando la sicurezza idrica regionale attraverso recupero, accumulo e integrazione delle fonti.

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