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Martina Franca
05 Febbraio 2026 - 07:52
MARTINA FRANCA - Sulla gestione dei rifiuti e sulla pressione fiscale si accende il confronto politico cittadino con due prese di posizione distinte, quella di Forza Italia e quella del gruppo consiliare Udc.
Il segretario cittadino e consigliere comunale di Forza Italia Michele Marraffa critica il nuovo servizio di raccolta differenziata entrato in vigore il 1° febbraio. “Dal 2022 la Tari è aumentata di oltre il 35% e il costo del nuovo appalto è salito di circa il 20% senza alcun miglioramento del servizio”.
Secondo l’esponente azzurro, le segnalazioni dei cittadini riguarderebbero numerose problematiche urbane e, in particolare, la gestione dei rifiuti. Ricostruendo l’iter dell’appalto, Marraffa parla di un percorso complesso avviato nel 2023 e caratterizzato da più assegnazioni fino all’attuale affidamento. “Un appalto che costerà 107 milioni di euro con un aumento di circa il 20% rispetto al precedente”.
Forza Italia contesta inoltre la frequenza della raccolta dell’organico nell’agro. “I residenti saranno costretti a smaltire l’organico ogni 15 giorni” afferma, definendo inaccettabile la situazione. Nel mirino anche la gestione dei contenitori: “le batterie dei cassonetti elettronici costate 800mila euro con fondi Pnrr risultano in gran parte inutilizzabili e altri cassonetti sono abbandonati nei centri di raccolta”.
L'altro caso politico è sviluppato dal gruppo Udc che ha presentato una mozione urgente per introdurre un regolamento di definizione agevolata delle entrate comunali dopo una ricognizione dei crediti. Il capogruppo Mauro Bello spiega: “chiediamo un regolamento chiaro e sostenibile che consenta ai contribuenti di regolarizzare le posizioni pregresse nel rispetto della legge e dell’equilibrio di bilancio”.
L’obiettivo, precisa l’Udc, non è concedere sconti generalizzati ma creare uno strumento straordinario che permetta a cittadini e imprese di rientrare dai debiti riducendo sanzioni e interessi e, allo stesso tempo, trasformare crediti difficilmente esigibili in entrate reali per il Comune. La proposta si basa sulla legge di bilancio 2026 che consente agli enti locali di attivare autonomamente forme di definizione agevolata.
“IFEL ha già fornito una base tecnica, ora serve la scelta politico amministrativa” aggiunge Bello, sottolineando che la misura potrebbe aumentare l’adesione spontanea, ridurre il contenzioso e migliorare la programmazione finanziaria.
La mozione impegna sindaco e giunta a predisporre il regolamento dopo la verifica dei crediti dell’ente, con l’auspicio che la proposta venga tradotta in atti concreti e portata in Consiglio comunale.
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