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Grottaglie
02 Febbraio 2026 - 08:50
Accensione della Fo'cra 2026 a Grottaglie - video di Giovanni Soldato
GROTTAGLIE - Una folla imponente, stimata in circa 30.000 persone, ha accompagnato la due giorni di celebrazioni dedicate al compatrono San Ciro, il 30 e 31 gennaio, trasformando la Fo’cra 2026 in un evento senza precedenti per partecipazione, dimensioni e impatto culturale. Cittadini, pellegrini, famiglie e visitatori provenienti da tutta la Puglia e dal Mezzogiorno d’Italia si sono ritrovati nella vasta area di via Pasolini, nella zona 167/bis, dove nella serata dell’ultimo venerdì di gennaio è stata accesa la fiamma che ha dato il via al cuore dei festeggiamenti.
La Fo’cra di quest’anno si è distinta come edizione dei record. L’imponente pira, costruita con fascine di ulivo e tralci di vite donati dai fedeli come atto di devozione, presenta una base quadrata di 32 metri per lato e raggiunge un’altezza di 29 metri, collocandosi tra le più grandi strutture rituali legate al culto del fuoco in Europa. La forma piramidale richiama le origini egiziane di San Ciro, medico e martire tra il III e il IV secolo, la cui effigie domina la catasta progettata dall’artista Francesco Fornaro, autore anche della raffigurazione interna del Santo.
«La Fo’cra è un gesto devozionale che prende vita nella fiamma e tiene unita la comunità» ha spiegato Giulio De Carolis, assessore comunale alle Politiche Agricole, allo Sviluppo Rurale e alla Promozione delle Tradizioni, tra i promotori del rilancio della ritualità negli ultimi anni e tra i fondatori dell’Associazione ODV Amici della Fo’cra, nata nel 2021 con l’obiettivo di collocare l’evento in un più ampio percorso di turismo religioso. De Carolis ha ringraziato il sindaco Ciro D’Alò, la Giunta e il Consiglio comunale per il sostegno costante, sottolineando il lavoro di una squadra composta da volontari e devoti che ogni anno cura l’organizzazione.
Secondo l’assessore, l’edizione 2026 ha offerto «uno spettacolo unico, in cui culto e folklore si sono fusi in un racconto capace di emozionare», restituendo centralità a una tradizione che in passato aveva rischiato di scomparire e che oggi è diventata sempre più partecipata. Un riconoscimento è stato rivolto anche alle autorità civili, regionali e religiose presenti, oltre alla presentatrice Sandra Santoro, lodata per la conduzione delle serate e per il progetto di comunicazione. «Anche il confronto critico è uno stimolo a migliorare» ha aggiunto De Carolis.
Grande attenzione è stata riservata alla sicurezza. La costruzione e lo svolgimento del rito si sono svolti nel pieno rispetto delle normative vigenti. Dopo numerosi sopralluoghi da parte del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e delle Questure di Taranto e Grottaglie, la pira è stata autorizzata sotto il profilo della stabilità e della fruizione. Durante i due giorni dell’evento, il presidio del territorio è stato garantito da Polizia Locale, Croce Rossa e Protezione civile di Martina Franca, con il coordinamento di Luca Genco e del vicesindaco Vincenzo Quaranta. Anche lo spettacolo piro musicale è stato concepito in forma eco compatibile, a tutela dell’incolumità degli spettatori.
L’edizione 2026 è stata promossa e organizzata dall’Associazione ODV Amici della Fo’cra, con il sostegno del Comune di Grottaglie e della Regione Puglia. L’ingresso nel PACT Rete dei Fuochi di Puglia ha sancito il riconoscimento ufficiale della manifestazione. Determinante anche il contributo di un ampio tessuto associativo locale, che ha lavorato in modo corale alla riuscita dell’evento.
Il fuoco, acceso ufficialmente il 30 gennaio 2026 dopo un lungo percorso iniziato il 13 ottobre 2025, è stato preceduto dal gesto istituzionale del sindaco e dalla benedizione dell’arcivescovo metropolita di Taranto Ciro Miniero e dell’arciprete della Collegiata don Eligio Grimaldi. L’innesco dalla camera di combustione è stato accompagnato dall’esecuzione di un brano di Hans Zimmer, interpretato dal vivo da Claudia Capriglia al violino, Piero Dattoli al violoncello e Rita Zingariello all’arpa, con arrangiamenti del maestro Angelo Nigro. A seguire, lo spettacolo piro musicale e il concerto dei Calanti, concluso dal dj set di Domy Pentassuglia e Voice Koko, davanti a migliaia di spettatori.
Il 31 gennaio è stato invece dedicato alle nuove generazioni con l’accensione della Focaredda dei bambini, collocata accanto alla pira monumentale. Nata nel 2019 come esperienza educativa, la Focaredda ha visto una partecipazione crescente fino al suo inserimento nell’area principale della Fo’cra. I bambini hanno preso parte alla costruzione della catasta, apprendendo dai maestri fochisti tecniche, regole di sicurezza e valore simbolico del fuoco, lasciando disegni e pensieri. La giornata si è conclusa con lo spettacolo pirotecnico in contrada Paparazio, il concerto dei Libera Nos A Malo, tribute band di Ligabue, e il dj set di Mino Marilli, con postazioni enogastronomiche dedicate alla tradizione pugliese prese d’assalto dai visitatori.
Elemento centrale della partecipazione è stata anche la camera interna della Fo’cra, uno spazio di 6 per 6 metri accessibile dal 18 al 29 gennaio, dove fedeli e bambini hanno lasciato messaggi, preghiere e disegni. In questo periodo si sono svolte visite didattiche per circa 2.000 alunni, oltre a gruppi provenienti da San Marzano di San Giuseppe, utenti di centri diurni e circa 200 bambini degli oratori cittadini. In totale, secondo Pro Loco e Amici della Fo’cra, si è registrato un flusso di 5.000 presenze turistiche in dieci giorni.
Rinnovata anche la collaborazione con il Liceo artistico Vincenzo Calò, che ha visto gli studenti delle classi 3A, 4A e 3B esporre opere ispirate al Santo. I giovani autori sono stati premiati sul palco prima dell’accensione, in un progetto condiviso tra scuola, associazioni e Comune.
La Fo’cra 2026 ha ottenuto un forte riscontro anche sul piano digitale, con centinaia di migliaia di visualizzazioni e migliaia di interazioni sui social, amplificate da condivisioni spontanee. Un impatto che ha superato i confini locali, raggiungendo un pubblico nazionale e internazionale.
Abbiamo raccontato una tradizione complessa con un linguaggio autentico e rispettoso» ha sottolineato Sandra Santoro, responsabile della comunicazione, evidenziando come la Fo’cra sia riuscita a entrare nelle case e nelle conversazioni digitali di migliaia di persone. Un risultato frutto di un lavoro corale e di una comunità che si è riconosciuta, ancora una volta, nel proprio fuoco rituale.
Le splendide foto allegate sono a cura di Giovanni Soldato e Daniele Quaranta
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