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Bari
18 Gennaio 2026 - 07:02
BARI - Il Partito Liberaldemocratico Puglia segnala una grave anomalia politica emersa durante il flash mob di solidarietà con il popolo iraniano, svoltosi sabato 17 gennaio nel capoluogo pugliese. Pur essendo presente alla manifestazione e tra i sottoscrittori del documento politico alla base dell’iniziativa, il PLD riferisce di essere stato escluso dall’elenco ufficiale degli interventi programmati.
Secondo quanto comunicato dal partito, tra i promotori del flash mob figurava anche il Partito Democratico. Una circostanza che rende, a giudizio del PLD, ancora più evidente la contraddizione tra i principi richiamati pubblicamente e le modalità organizzative adottate.
A esprimere la posizione del partito è il segretario regionale Matteo Viggiani, che parla di una scelta incoerente. «Richiamarsi ai diritti umani e al diritto internazionale e poi negare il diritto di parola a forze politiche firmatarie è una contraddizione evidente», afferma, sottolineando come tale decisione finisca per indebolire il messaggio stesso della mobilitazione.
Secondo Viggiani, iniziative di solidarietà internazionale dovrebbero superare le divisioni di parte, soprattutto quando il tema è la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. Il rispetto del pluralismo democratico, aggiunge, dovrebbe essere un presupposto irrinunciabile e non una concessione discrezionale.
Nonostante l’esclusione iniziale dal programma ufficiale, il PLD Puglia è comunque riuscito a prendere la parola, ribadendo una posizione definita dal partito come chiara e priva di doppi standard a sostegno del popolo iraniano e dei diritti umani ovunque vengano negati. L’intervento, viene riferito, ha raccolto riscontri particolarmente positivi, soprattutto da parte della comunità iraniana presente in piazza.
Il Partito Liberaldemocratico Puglia conclude riaffermando che la difesa dei diritti umani non può essere selettiva né subordinata a logiche di schieramento politico. Per questo, il partito annuncia che continuerà a partecipare a iniziative a sostegno della libertà e dell’autodeterminazione dei popoli, senza accettare esclusioni ritenute incompatibili con i valori democratici.
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