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La mostra

«Taranto e la Shoah, ricordare per comprendere». Foto e video

Le parole del vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Giulio Disegni, a Buonasera24

«Questa mostra ci ricorda quanto il valore della memoria sia fondamentale per la nostra città e per il nostro futuro. Le persecuzioni razziali del 1938 rappresentano una delle pagine più buie e terribili del Novecento e anche Taranto ne è stata profondamente segnata. I documenti esposti – circolari, lettere, atti ufficiali – testimoniano in modo diretto l’inaudita ferocia della campagna antisemita e razzista, rendendo evidente come l’odio sia stato costruito e imposto attraverso le istituzioni.

Fare memoria oggi significa assumersi una responsabilità collettiva: ricordare per comprendere, e comprendere per impedire che simili persecuzioni possano ripetersi. La memoria non è solo uno sguardo al passato, ma un impegno civile per il presente e per le nuove generazioni».

È Giulio Disegni, vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e coordinatore del progetto Meridione Ebraico a commentare con Buonasera24  la pregevole mostra “1938–1945. La persecuzione degli Ebrei in Italia. Documenti per una storia”, che è visitabile proprio nel capoluogo ionico sino al 15 febbraio.

Realizzata dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), la mostra – che ogni anno viene ospitata in una città diversa – illustra, con rigorosa impostazione scientifica e ampiezza di documentazione storica, la persecuzione degli ebrei in Italia tra il 1938 e il 1945. Grazie alla disponibilità del Comando Interregionale Marittimo Sud della Marina Militare, l’esposizione viene ospitata nella prestigiosa sede del Castello Aragonese.

In occasione della tappa tarantina, l’Archivio di Stato di Taranto e la Biblioteca Civica “Pietro Acclavio” curano una sezione dedicata alla presenza ebraica e persecuzione fascista a Taranto: sezione dedicata alle vicende locali, con particolare attenzione all’applicazione delle leggi razziali a partire dal 1938. I due istituti arricchiscono il percorso espositivo con documenti archivistici e fonti della stampa locale, offrendo uno sguardo diretto sull’impatto concreto della persecuzione sul territorio.

Attraverso elenchi, circolari, schede di censimento e provvedimenti amministrativi, la mostra restituisce il funzionamento di un terribile sistema di esclusione che si costruì anche a livello locale, coinvolgendo uffici, istituzioni e comunità. La mostra, presentata da Ministero dell'Interno e Prefettura di Taranto si inserisce nel contesto delle iniziative nazionali per il Giorno della Memoria 2026, promosse dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Video dal canale YouTube "Fondazione Beni Culturali Ebraici"

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