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L'ex Ilva

ESCLUSIVO/«Dio, Trump, la mia famiglia. Taranto, ecco chi sono». Michael Flacks svela l'uomo dietro il manager

Intervista con il magnate che prenderà la guida di Acciaierie d'Italia. «Voglio contribuire al benessere di questa comunità»

Michael Flacks e sua moglie Debbie

Michael Flacks e sua moglie Debbie - foto dal Manchester Evening News

Della sua idea di Ilva si sa molto. La produzione da portare quantomeno a sei milioni di tonnellate, i 6.500 lavoratori che saranno impiegati in azienda, primo step con l'obiettivo di arrivare a 8.000-10.000 unità in un tempo congruo. Ancora, non ha nascosto di guardare con interesse ad un altro colosso siderurgico in crisi, British Steel, per la realizzazione di un polo anglo-italo-americano integrato; fino alla possibilità di partnership con Danieli e Metinvest.

Ma chi è, davvero, Michael Flacks? Chi è l'uomo, dietro il manager di successo che prenderà la guida dello stabilimento siderurgico di Taranto e di Acciaierie d'Italia? Flacks ha risposto alle domande poste in questa intervista da Buonasera24 dal suo ufficio a Miami, in Florida, una delle sedi di Flacks Group.

Mr Flacks, sappiamo come lei sia un self-made man che, partendo da una piccola officina, ha costruito un gruppo strutturato operativo in diversi Paesi del mondo. Quanto è stato difficile e quali sono i suoi punti di forza?

Nulla è difficile quando ti fidi di quello che fai e lo vivi con passione. Serve un piano. Un piano che si evolva e si adatti quando necessario. Il mondo non è perfetto, io nemmeno, e gli affari possono essere spietati.

Credo che se ti presenti in modo autentico, parlando chiaro e senza giochi, si possa arrivare a un accordo. La mia forza è la mancanza di paura e la capacità di "vedere oltre il rumore", guardare l’obiettivo finale, il quadro generale. Non mi arrendo, ma so anche quando dire no. Ho imparato a non agitarmi per le piccole cose. Sono fortunato, ma bisogna stare in campo e impegnarsi per vincere la partita.

Lei è ebreo, molto religioso e impegnato in varie attività benefiche. Taranto ha una storia millenaria di rapporti con l’ebraismo e nel territorio è attiva una vivace comunità ebraica italiana. Quanto la sua Fede influenza il suo lavoro?

Il fattore più influente nella mia vita e nel mio lavoro sono gli insegnamenti della mia Fede e la mia Fede in Dio. Rispetto tutte le religioni e chi rispetta Dio. Questo guida tutte le decisioni che prendo e il modo in cui negozio: un risultato positivo per tutti. Quando sai che Dio ti osserva non c’è modo di ignorare le preoccupazioni dei dipendenti. Avendo lavorato duramente tutta la vita, so quanto sia angosciante per un lavoratore il rischio di perdere il posto. Questo influisce sulle famiglie e sui figli. È una responsabilità di cui sono consapevole. Se si parte da questo principio, le cose tendono a prendere la strada giusta. Cerco di essere equo con tutti.

Inoltre mi fermo ogni Shabbat, Sabato, cosa che raccomando molto: aiuta l’equilibrio mentale. Io e mia moglie, sposati da 30 anni, siamo molto impegnati nella beneficenza, che è una forte motivazione. Più successo significa più progetti e più aiuto che possiamo offrire.

Quali sono i suoi riferimenti culturali?

Sono nato in Inghilterra, quindi ho probabilmente un humor molto britannico. Per quanto riguarda i riferimenti, cerco sempre le risposte nella mia Fede.

Quale libro, film o album musicale l’ha influenzata di più?

“The Art of the Deal”, libro di Donald Trump. L’ho letto da giovane. Continuo a leggere molto.

Il libro "The Art of the Deal" di Donald Trump, oggi presidente degli Stati Uniti 

Il suo stabilimento siderurgico Ilva potrebbe sponsorizzare attività culturali a Taranto, come concerti, festival o il Museo Archeologico?

Le aziende possono avere un ruolo nel sostenere la vita culturale e sportiva e cerco sempre modi per contribuire positivamente alle comunità in cui operiamo, soprattutto per i bambini, ad esempio le squadre di calcio giovanili e in particolare a Taranto la squadra femminile di basket. Mi assicuro anche che la comunità ebraica locale sia sostenuta. Voglio che l’azienda adotti un approccio complessivo verso il territorio e faccia la differenza, anche piccola. Voglio che le persone siano felici quando vengono a lavorare.

È appassionato di sport? Potrebbe investire in aziende di Taranto, anche in vista dei Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno in città?

Sono un grande appassionato di calcio. Seguo il Manchester United, andavo a tutte le partite. È interessante vedere cosa ha fatto David Beckham a Miami. È bello averlo qui. I valori dello sport, il lavoro di squadra, la dedizione e lo spirito di comunità non devono essere sottovalutati.

Il suo ufficio di New York si trova nella Trump Tower. Conosce o ha avuto contatti con il presidente Donald Trump o con il suo staff?

Io e mia moglie abbiamo partecipato alla cerimonia di insediamento a Washington, ma non lo conosciamo personalmente. Questa sede ci offre visibilità e accesso a una vasta rete internazionale, ma il nostro obiettivo resta esclusivamente la crescita economica e la stabilità industriale, non la politica.

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