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teatro
29 Gennaio 2026 - 16:33
Daniele Russo in una foto di scena
Dettagli evento
Data di inizio 04.02.2026 - 21:00
Data di fine 07.02.2026 - 00:00
Località
Tipologia
TARANTO/BARLETTA - Il confine sottile tra l'io razionale e le pulsioni più oscure dell'anima torna a farsi materia teatrale. Sergio Rubini sceglie la via dell'introspezione psicologica per firmare la regia di "Il caso Jekyll", adattamento del celebre racconto di Robert Louis Stevenson firmato dallo stesso Rubini insieme a Carla Cavalluzzi.
Lo spettacolo, una co-produzione di alto profilo che vede coinvolti la Fondazione Teatro Di Napoli - Teatro Bellini, Marche Teatro e il Teatro Stabile di Bolzano, si prepara a un mini-tour pugliese che toccherà i palcoscenici di Taranto e Barletta nel cuore del mese di febbraio.
Il viaggio pugliese, realizzato in collaborazione con Puglia Culture, si divide tra lo Ionio e l'Adriatico:
Taranto, Teatro Comunale Fusco: mercoledì 4 febbraio (ore 21.00) e giovedì 5 febbraio (ore 18.00).
Barletta, Teatro Curci: il weekend successivo, con repliche il 6 e 7 febbraio (ore 20.30) e gran finale domenica 8 febbraio alle ore 18.30.
Lontano dai cliché della trasformazione fisica da "mostro", la rilettura di Rubini punta i riflettori su uno sguardo moderno e profondo sul tema dell'inconscio. Protagonista assoluto è Daniele Russo, affiancato sul palco da Geno Diana, Pierluigi Corallo, Angelo Zampieri e Alessia Santalucia. L’estetica della messinscena è affidata alle luci di Salvatore Palladino e alle scene di Gregorio Botta, pensate per dare forma visiva al labirinto mentale della doppia identità.
LO SPETTACOLO
Dalle note di regia: "Il nostro Henry Jekyll è uno stimato e blasonato studioso della mente vissuto tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, proprio nello stesso periodo in cui nasce e si sviluppa la psicanalisi.
Dopo un’affannosa e solitaria ricerca sui disturbi psichici dei propri pazienti, il grande luminare è approdato all’individuazione delle cause della malattia mentale: all’origine di quei disturbi vi è il conflitto tra l’Io e la sua parte oscura, la sua Ombra, quella battezzata in quegli anni con il nome di Inconscio.
Secondo gli approdi scientifici del dottor Jekyll, l’Io anziché reprimere questa parte, che se troppo compressa improvvisamente potrebbe emergere in tutta la sua violenza fino a sfociare talvolta nella follia, deve imparare a riconoscerla e a stabilire con essa un rapporto, un dialogo costruttivo. L’Ombra, infatti, non è costituita solo da istinti e desideri inconfessabili, ma è anche e soprattutto fonte di creatività e di piacere, oltre a rappresentarci per ciò che siamo veramente, nel profondo. Il dottor Jekyll decide così di sperimentare su se stesso le sue teorie tirando fuori dalla caverna del conscio ciò che è a lui stesso nascosto, a cui dà il nome di Edward Hyde. Ciò che il dottore non mette in conto è che una volta liberato quel suo famigliare oscuro, questi, anziché soggiacere alle regole del dialogo impostate dalla sua parte razionale, inizia progressivamente a vivere di vita propria dando libero sfogo alle sue inclinazioni più malvagie e violente fino a prendere il sopravvento sull’intera vita dell’esimio scienziato. A cadere vittima di Edward Hyde, oltre a tutte le figure chiave della vita del medico, ignare di chi si nasconda dietro quell’essere spregiudicato, sarà Jekyll stesso, che al culmine degli orrori collezionati dal suo doppio malvagio, sarà messo di fronte all’amara scelta se continuare a tenere in vita Edward Hyde o “disinnescarlo” anche a costo di ucciderlo.
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Testata: Buonasera
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