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Bisceglie
25 Aprile 2026 - 07:31
BISCEGLIE - Dopo giorni di silenzio, il sindaco Angelantonio Angarano affida a un video social le sue prime parole pubbliche sulla morte di Alicia Amoruso, la bambina di 12 anni travolta dal crollo di un albero all’uscita da scuola. Un intervento atteso e carico di emozione, che ha immediatamente diviso la città tra chi ne apprezza il tono umano e chi, invece, chiede un passo indietro dalla guida dell’amministrazione.
Il primo cittadino sceglie di partire dal dolore collettivo che ha colpito la comunità. “Vi parlo dopo il silenzio di questi giorni, mantenuto per il rispetto dovuto ad Alicia e alle loro famiglie”, afferma, riconoscendo una ferita ancora aperta. Parole che restituiscono il clima vissuto in città, segnato da sgomento e partecipazione.
Angarano sottolinea il coinvolgimento personale, oltre il ruolo istituzionale. “Sono un essere umano, sono un genitore e non posso separare questo dall’essere sindaco”, dice, spiegando quanto la vicenda lo abbia colpito anche sul piano privato. Ma è nel passaggio successivo che arriva il punto più significativo del suo intervento, quello che ha acceso il confronto pubblico. “Sento di dovere chiedere scusa, prima di tutto chiedere scusa”, dichiara, assumendosi una responsabilità morale davanti alla città.
Le parole del sindaco si muovono tra il dolore e la consapevolezza di una comunità sconvolta. “La comunità è ferita. Una ragazza non c’è più e tutti abbiamo pensato che poteva capitare a chiunque, anche ai nostri figli”, afferma, dando voce a un sentimento diffuso tra i cittadini.
Non manca il riferimento alla necessità di accertare quanto accaduto. “È giusto che si faccia piena chiarezza e che le cause siano accertate”, sottolinea Angarano, ribadendo l’urgenza di risposte per la famiglia della giovane vittima e per l’intera città.
Il sindaco richiama anche l’attenzione sulle attività già avviate dopo gli eventi meteorologici delle ultime settimane, indicando come prioritaria la sicurezza. “In questi giorni l’impegno è concentrato sulle verifiche e sulla messa in sicurezza”, spiega, evidenziando gli interventi in corso in diversi punti della città, dalle aree scolastiche agli spazi pubblici.
Tuttavia, lo stesso Angarano riconosce che le azioni messe in campo non possono colmare il dolore. “So bene che tutto questo non basta ad attenuare la rabbia e le domande”, ammette, aggiungendo di vivere personalmente una sofferenza profonda.
Nel suo intervento emerge anche la volontà di proseguire nel lavoro amministrativo evitando scontri politici. “Mi impegno a dare tutte le risposte possibili con senso di responsabilità, sottraendomi alla polemica”, afferma, indicando una linea di continuità nell’azione di governo.
Il messaggio si chiude con un riferimento alla ripartenza. “Vogliamo ripartire dal lavoro, dalla responsabilità e dal senso di comunità”, conclude il sindaco.
Intanto, le sue parole continuano a suscitare reazioni contrastanti. Da un lato chi riconosce il valore di scuse pubbliche e di un messaggio improntato all’umanità, dall’altro chi ritiene necessario un cambio alla guida dell’amministrazione. Una città ancora sotto shock resta sospesa tra dolore, attesa di verità e un dibattito che appare destinato a proseguire.
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