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Bisceglie

Alberi e sicurezza, paura nelle scuole dopo la tragedia di Alicia. Proclamato il lutto cittadino

Un altro ramo cade in un istituto, polemiche sulla manutenzione del verde. Intanto la Procura indaga su 5 dipendenti comunali

Il ramo spezzato oggi nella scuola San Giovanni Bosco a Bisceglie

Il ramo spezzato oggi nella scuola San Giovanni Bosco a Bisceglie

BISCEGLIE - Un ramo spezzato nell’atrio di una scuola riporta alla paura una città ancora sconvolta. Il rumore del legno che cede, il timore negli occhi degli studenti, la memoria ancora viva della tragedia che ha portato via Alicia Amoruso, 12 anni, travolta da un albero nei giorni scorsi. A Bisceglie la questione della sicurezza del verde pubblico è diventata improvvisamente centrale, tra polemiche politiche e un’inchiesta giudiziaria destinata a fare chiarezza.

L’episodio più recente, questa mattina, si è verificato nella scuola San Giovanni Bosco, dove un altro cedimento ha riacceso l’allarme. A intervenire è il consigliere di opposizione Francesco Spina, che torna a denunciare una situazione che aveva già segnalata mesi fa. “La cura del verde pubblico che non si è fatta in 8 anni non si può recuperare in 2 giorni”, afferma, ricordando un’interrogazione presentata il 6 ottobre all’inizio dell’anno scolastico e rimasta, secondo lui, senza risposta. “Bisogna intervenire subito per evitare ulteriori danni”, aggiunge.

La questione, in realtà, affonda le radici in una serie di episodi precedenti. Già nell’ottobre 2025 Spina aveva parlato di “preoccupazione crescente” per la caduta di alberi in diverse zone della città. Un fenomeno che avrebbe richiesto interventi urgenti per garantire la sicurezza di studenti e cittadini, anche alla luce dei numerosi interventi dei vigili del fuoco chiamati a mettere in sicurezza aree pubbliche.

Secondo il consigliere, la mancanza di manutenzione avrebbe contribuito ad aggravare la situazione. “Ho trasmesso alla Prefettura la documentazione fotografica di almeno 12 episodi tra auto danneggiate e interventi di soccorso”, sottolinea, chiedendo un piano straordinario di gestione del patrimonio arboreo.

Mentre la politica si confronta, la magistratura ha già aperto un fascicolo sulla morte della giovane Alicia. La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati 5 dipendenti comunali, tra dirigenti e funzionari degli uffici tecnici, con l’ipotesi di concorso in omicidio colposo.

Il pubblico ministero Francesco Chiechi ha disposto una serie di accertamenti tecnici. Sono stati anche conferiti gli incarichi per una consulenza ingegneristica e per l’autopsia, che sarà eseguita al Policlinico di Bari. L’obiettivo è ricostruire con precisione le cause del crollo dell’albero e verificare eventuali responsabilità nella gestione del verde pubblico.

Parallelamente, si guarda anche al ruolo della politica. Una fase che potrebbe aprirsi nei prossimi sviluppi dell’inchiesta, mentre l’attenzione resta concentrata sugli uffici tecnici.

Sul fronte istituzionale, il sindaco Angelantonio Angarano ha affidato ai social il suo messaggio alla città. “La tragedia mi ha sconvolto come genitore e come uomo”, scrive, parlando di dolore e rabbia diffusi nella comunità. Il primo cittadino rivendica le misure adottate nei giorni dell’emergenza, dalla chiusura di parchi e giardini per il maltempo all’attivazione del Centro operativo comunale.

“Faremo tutto il necessario perché le responsabilità siano accertate”, aggiunge, sottolineando la piena collaborazione con la magistratura. Intanto, il Comune ha avviato una ricognizione straordinaria sugli alberi cittadini, con interventi urgenti nelle aree scolastiche e controlli estesi a tutto il territorio.

In segno di cordoglio per la tragica scomparsa della giovanissima Alicia Amoruso, è stato proclamato il lutto cittadino per venerdì 17 aprile, giornata in cui si svolgeranno i funerali, previsti alle 16:00 nella parrocchia di Santa Caterina da Siena.

Nonostante le verifiche e i provvedimenti, il clima resta carico di tensione. La città si interroga su quanto accaduto e su ciò che poteva essere evitato, mentre il lutto cittadino annunciato non basta a placare il senso di perdita.

La morte di una bambina di 12 anni ha aperto una ferita profonda. Una vicenda che chiede risposte, non solo sul piano giudiziario ma anche su quello amministrativo e politico. Perché la sicurezza non può essere affidata al caso, né rimandata nel tempo.

Chiunque abbia contribuito con le sue azioni, ma anche con le sue omissioni, dovrà risponderne. Innanzitutto alla sua coscienza, ma anche di fronte ai cittadini e allo Stato. Lo dobbiamo ad Alicia, ai suoi sogni spezzati, al suo sorriso innocente, alla sua voglia di scoprire il mondo. Alla sua vita che non c'è più perché tornando da scuola, un colpo di vento ha fatto cadere un albero.

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