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La ricorrenza
25 Aprile 2026 - 08:32
TRANI - Dieci anni che raccontano una trasformazione profonda, capace di andare oltre il semplice anniversario per diventare simbolo di rinascita culturale. La Fondazione S.E.C.A. celebra il traguardo del suo primo decennio di attività, segnando una tappa che ha ridefinito il rapporto tra patrimonio, comunità e territorio.
Dal 21 aprile 2016, data di avvio ufficiale del progetto, il Polo Museale Diocesano di Trani ha cambiato volto, passando da luogo statico di conservazione a spazio dinamico di incontro e produzione culturale. L’inaugurazione, alla presenza di rappresentanti istituzionali e religiosi, tra cui il sottosegretario Antimo Cesaro e l’arcivescovo Giovan Battista Picchierri, ha rappresentato l’inizio di un percorso che, fatta eccezione per la pausa imposta dalla pandemia, non ha conosciuto interruzioni.
Nel corso degli anni, la Fondazione ha costruito un modello basato su autonomia gestionale e visione strategica, dimostrando come un soggetto privato possa generare valore pubblico. Il risultato è un sistema culturale capace di attrarre visitatori, stimolare il dibattito e rafforzare l’identità del territorio.
All’interno del Polo Museale convivono realtà diverse, unite da un unico filo conduttore. Il Museo della Macchina per Scrivere racconta l’evoluzione della comunicazione, attraversando la storia delle prime macchine fino ai modelli più innovativi, includendo anche strumenti dedicati all’inclusione come Braille e Steno. Il Museo Diocesano custodisce il patrimonio della Cattedrale e le testimonianze storiche del territorio, mentre il Museo di Storia Ebraica, ospitato nella Sinagoga Scola Grande del 1247, rappresenta un luogo simbolo del dialogo tra culture.
Dietro questo percorso si colloca la visione del Cavaliere Natale Pagano, indicato come figura centrale nella rinascita di Palazzo Lodispoto. Accanto a lui e al direttore del Polo museale Graziano Urbano, il contributo del grafico Michele Giannotti ha definito un’identità visiva riconoscibile, capace di coniugare tradizione e contemporaneità. Un lavoro condiviso anche con il Tavolo tecnico scientifico e con lo staff del Polo, protagonisti di un’evoluzione che negli ultimi 5 anni ha accelerato in modo significativo.
Parallelamente, Trani si è affermata anche come palcoscenico di eventi di rilievo nazionale e internazionale. Piazza Duomo, con la Cattedrale sullo sfondo, è diventata teatro di concerti e spettacoli che hanno visto la partecipazione di artisti come Sting, Nicola Piovani, Renzo Arbore, Gianna Nannini e Francesco De Gregori, insieme a interpreti e protagonisti dello spettacolo e della cultura.
Non solo musica, ma anche incontri e riflessioni. Le rassegne promosse dalla Fondazione hanno portato a Trani personalità del mondo istituzionale e mediatico, contribuendo a trasformare il Polo in un luogo di confronto aperto e partecipato.
Uno degli elementi più innovativi del progetto è rappresentato dalla capacità di rendere la cultura accessibile e coinvolgente, attraverso laboratori, attività didattiche e percorsi esperienziali pensati anche per le nuove generazioni. Iniziative come la “Notte al Museo” hanno avvicinato un pubblico sempre più ampio, trasformando la visita in un’esperienza immersiva.
La filosofia che guida questo percorso è racchiusa in un principio chiaro. “La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”, un concetto che sintetizza l’idea di condivisione come valore fondante.
A distanza di 10 anni, la Fondazione S.E.C.A. si presenta come una realtà consolidata, con radici profonde nel territorio e uno sguardo rivolto al futuro. Un progetto nato da un’iniziativa privata che si è evoluto in un esempio di mecenatismo contemporaneo, capace di valorizzare il patrimonio e di trasformarlo in motore di crescita culturale.
Un punto di partenza più che di arrivo, che apre a nuove prospettive e conferma Trani tra i poli culturali più attivi della Puglia.
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