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Bisceglie

In marcia per Alicia: “La sicurezza non è un optional. Ora verità e giustizia”

Migliaia di studenti in strada dopo la morte della 12enne travolta da un albero. Intanto la Procura indaga su 5 dipendenti comunali per omicidio colposo

Bisceglie in marcia per Alicia - foto di Pinuccio Rana

Bisceglie in marcia per Alicia - foto di Pinuccio Rana

BISCEGLIE - Un fiume silenzioso e determinato ha attraversato le strade della città, composto da migliaia di giovani uniti dal dolore e dalla richiesta di giustizia. Sono studenti, coetanei o poco più grandi di Alicia Amoruso, la bambina di 12 anni morta dopo essere stata colpita da un albero mentre usciva da scuola.

La loro marcia non è stata solo un momento di commemorazione, ma un’accusa diretta verso chi avrebbe dovuto garantire sicurezza e prevenzione, trasformando il lutto in una richiesta collettiva di responsabilità. Con compostezza e fermezza, i ragazzi hanno ribadito che la tutela della propria incolumità non può essere considerata un aspetto secondario.

Nel corteo si è respirata una tensione che va oltre il singolo episodio. La tragedia ha riportato al centro il tema della manutenzione del verde pubblico, già più volte oggetto di segnalazioni. Non si tratterebbe infatti di un caso isolato. In città si erano già verificati episodi di alberi crollati, segnali che, secondo molti, non sarebbero stati adeguatamente presi in considerazione.

Il tema delle risorse economiche dell’ente locale, spesso richiamato nel dibattito pubblico, non viene ritenuto sufficiente a giustificare quanto accaduto. Gli studenti chiedono risposte chiare e non accettano spiegazioni legate a difficoltà di bilancio, rivendicando il diritto a vivere e studiare in un ambiente sicuro.

Parallelamente alla mobilitazione cittadina, proseguono le indagini della Procura della Repubblica di Trani, che ha ampliato il perimetro dell’inchiesta. Sono 5 i dipendenti comunali iscritti nel registro degli indagati, tra dirigenti, funzionari e istruttori in servizio negli uffici tecnici, con l’ipotesi di concorso in omicidio colposo.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Francesco Chiechi, mira a ricostruire con precisione le responsabilità legate alla gestione e alla manutenzione del verde urbano. In programma una doppia attività peritale. Da un lato una consulenza ingegneristica affidata agli esperti Giuseppe Colangelo e Andrea Pugliese, dall’altro l’autopsia disposta presso il Policlinico di Bari e affidata al medico legale Davide Ferorelli.

Gli accertamenti tecnici saranno fondamentali per chiarire la dinamica del crollo dell’albero e le cause del decesso, in un’indagine che potrebbe estendersi anche alla sfera delle responsabilità politiche.

Intanto la città resta sospesa tra dolore e rabbia. La manifestazione degli studenti rappresenta il segnale di una generazione che non intende accettare fatalismi, ma pretende verità e giustizia per una vicenda che ha colpito nel profondo l’intera comunità.

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