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Il caso

Mobilità sanitaria, la Puglia paga oltre 345 milioni: Decaro denuncia lo squilibrio. Il video

Prestazioni ordinarie e cliniche private al centro del fenomeno: il sistema regionale regge, ma cresce il costo dei ricoveri fuori regione

BARI – Nel 2024 la Regione Puglia ha sostenuto una spesa superiore a 345 milioni di euro per garantire cure ai propri cittadini fuori dai confini regionali. A evidenziare il peso economico della mobilità sanitaria è stato il presidente Antonio Decaro, intervenuto con un video sui social per richiamare l’attenzione su un fenomeno che continua a incidere in modo significativo sui conti pubblici.

Di questa cifra complessiva, circa 246 milioni di euro sono stati destinati a coprire oltre 53 mila ricoveri effettuati in altre regioni. Un dato che, secondo quanto sottolineato, non riguarda interventi ad alta complessità, ma prestazioni considerate di routine. Tra queste figurano soprattutto protesi ortopediche, interventi di chirurgia vertebrale e trattamenti legati alla perdita di peso, attività ampiamente diffuse e già garantite dal sistema sanitario pugliese.

Proprio questo elemento evidenzia una delle principali criticità. Da un lato, infatti, la sanità regionale è in grado di offrire servizi analoghi, arrivando anche ad attrarre pazienti da altre aree del Paese. Dall’altro, una quota consistente di cittadini pugliesi continua a spostarsi, concentrando i cosiddetti “viaggi della speranza” verso regioni del Centro-Nord come Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Campania e Lazio.

Il quadro si complica ulteriormente se si osserva la distribuzione delle prestazioni. Il 64% delle cure extraregionali viene infatti erogato da strutture private, un dato che accentua lo squilibrio economico del sistema. In questo contesto emerge un paradosso evidente: mentre la Puglia registra un disavanzo pari a 369 milioni di euro, altre regioni, e in particolare il comparto privato, traggono un beneficio economico significativo da questi flussi sanitari.

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