Ambrogio de Chirico, macellaio storico di Palagiano
PALAGIANO - Con il decreto del 9 marzo che ha esteso la zona arancione a tutta l’Italia per adottare la strategia del distanziamento sociale come misura per il rallentamento del contenimento dell’epidemia, è partita anche la carrellata delle ordinanze comunali laddove gli amministratori locali hanno ravvisato poco incisive le norme governative, che pure sin dal decreto del 4 marzo sterilizzavano il potere contingibile dei sindaci se in contrasto alle disposizioni del Governo.
Nella provincia di Taranto ad esempio si va da quella del Sindaco del capoluogo che ha vietato l’accesso a parchi e spiagge, a quella di Massafra che ha vietato le piazze, e Pulsano che ha chiuso le scuole ancora aperte per il personale amministrativo.
Singolare è quella in vigore da ieri al Comune di Palagiano con cui il sindaco Domiziano Lasigna ha deciso di limitare l’apertura dei negozi considerati dal decreto commercio per beni di prima necessità, solo dalle 7.30 alle 14.30. Quindi completa chiusura pomeridiana, per tutti ad eccezione delle farmacie. L’obiettivo dell’ordinanza, secondo il sindaco Lasigna, è quello di contenere “situazioni di assembramenti di avventori vietate e pericolose”.
In realtà, ciò che si vorrebbe evitare e che qualcuno sfrutti la scusa della spesa, per uscire più volte al giorno.
Ma il risultato è che ieri mattina, primo giorno dell’ordinanza, la fila fuori gli esercizi commerciali, e quindi i cosidetti assembramenti, si sono moltiplicati.
A tal proposito abbiamo sentito Ambrogio de Chirico, macellaio storico di Palagiano, che non è affatto contento di questa nuova ordinanza: “cosi facendo la gente fuori è solo aumentata, accalcandosi tutta la mattina, mentre prima se anche usciva più volte al giorno almeno si scaglionava. Stamattina è il caos, con persone accalcate per ore fuori in coda. E non tutti sono attenti al metro di distanza o hanno guanti e mascherine”.De Chirico fa notare poi che questa decisione sembra non tenere per nulla conto del bacino di utenza e del target degli abitanti di Palagiano: “la maggior parte della nostra popolazione è formata da gente che lavora in campagna, che parte per lavorare all’alba e rientra proprio alle due come fanno a fare la spesa? Significa lasciare senza beni di prima necessità la maggior parte delle famiglie del paese. Secondo me- dice De Chirico- andrebbe bene anche solo apertura continuativa fino alle 16, per noi commercianti sarebbe un sacrificio ma almeno daremmo la possibilità a tutti di poter mangiare. Ma l’Ammnistraizone Comunale ha preso questa decisione in totale autonomia, senza consultare nè comemrcianti nè cittadini, e cosi aumenta solo le difficoltà”.
Anche a Palagiano ovviamente quasi tutte le attività si sono attrezzate con il servizio a domicilio, anche la macelleria di De Chirico che da ieri offre il servizio a partire dalle 14.30 “ma nel nostro paese non siamo abituati a fare la spesa a domicilio, la gente vuole prima vedere e scegliere quello che mangia, e non è facile abituarsi soprattutto per la gente più anziana che è quella che viene a fare la spesa”. Gli chiediamo se abbia avuto interruzioni con i fornitori: “la merce che arriva è dimezzata e tutto ci costa molto di più, io non ho aumentanto neanche un centesimo, ma non so se potrò mantenere questi prezzi a lungo se continua così”.
De Chirico ha anche una macelleria a Chiatona, la marina di Palagiano, storicamente aperta l’estate e la domenica: “le famiglie in spiaggia in questo periodo sono aumentate, perchè è l’unico spazio aperto che hanno per prendere una boccata d’aria e sgranchire le gambe senza creare affollamenti essendo la nostra spiaggia lunga e larga”.
Il decreto del governo non a caso ha consentito l’utilizzo di spazi aperti per attività motoria, nel rispetto delle distanze. La cosidetta ora d’aria che non si nega neppure ai carcerati, meglio soli in spiaggia che assembrati in fila davanti la macelleria.
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