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IL COMMERCIALISTA
21 Settembre 2023 - 11:11
Lotta al "caro voli"
Tema di straordinaria attualità in queste settimane, anche a ridosso della fine dell’estate, è lo scontro tra compagnie aree, Governo e Unione Europea sulle decisioni assunte in merito all’aumento dei prezzi dei voli aerei al quale si è cercato di porre un argine con il decreto “Omnibus”.
Lo scorso 7 agosto infatti il Consiglio dei Ministri ha licenziato una misura che prevede lo stop all’uso di algoritmi per la vendita dei biglietti aerei sulle rotte nazionali e da e verso le isole durante periodi di picco della domanda se il prezzo di vendita del biglietto sale oltre il 200% la tariffa media di volo.
Il decreto inoltre vieta di stabilire un prezzo ai biglietti in base alla profilazione dei dati del cliente che accede via web o anche in relazione al dispositivo usato.
Accade infatti che in relazione ai dati che i rivenditori di biglietti assumono sulle caratteristiche del cliente - sesso, lavoro, interessi personali e di spesa - gli algoritmi di vendita propongano prezzi più alti. Stessa cosa accade se il biglietto è acquistato tramite uno smartphone o tramite un pc. E’ la conseguenza dell’uso di determinate variabili informatiche che studiano i comportamenti del consumatore e massimizzano il profitto nella vendita dei biglietti aerei e non solo. La stessa strategia infatti esiste anche nella collocazione di tariffe alberghiere.
Il decreto ovviamente ha scatenato l’ira delle compagnie aeree che vi si sono opposte ma è finito anche sotto la lente di osservazione della Commissione Europea.
Il Portavoce della Commissione Europea, Adalbert Jahnz, fa sapere che le autorità italiane sono state contattate per ricevere informazioni sulle misure assunte e che la Commissione promuove e sostiene l’accessibilità per tutti alla mobilità aerea sempre che non si violino norme sul mercato interno e sulla libera concorrenza.
Per intendimento della Commissione tuttavia, l’orientamento della Unione resta anche quello di fissare obblighi di servizio di base per garantire la connettività tra territori.
Il Governo si è reso in ogni caso disponibile ad un confronto con tutte le compagnie aree, compresa Ryanair che assorbe una fetta fondamentale del mercato dei trasporti aerei italiani, fissando per il prossimo 14 settembre un tavolo di confronto con tutte parti interessate, incluse quelle che riguardano il sistema di trasporto ferroviario nella prospettiva di favorire l’intermodalità.
Di tutta risposta intanto Ryanair ed Easyjet hanno tagliato intanto le rotte invernali per le isole - la più colpita è la Sardegna - opponendosi drasticamente alla misura, sostenendo che la stessa viola il principio della libertà tariffaria stabilito dalla normativa europea.
Intervento analogo è arrivato dalla associazione europea delle compagnie aeree, la Airlines for Europe, che si è rivolto alla Commissione Europea per opporre le decisioni assunte dal Governo italiano e lamentando che le stesse potrebbero avere un effetto domino anche in altri Paesi. Di tutta risposta il Ministero delle imprese e del Made in Italy fa sapere che le misure assunte sono totalmente in linea con le direttive europee in materia di tutela dei consumatori.
Intanto sul piano delle rotte cancellate, Ryanair comunica già la cancellazione dei trasporti tra Trieste e Cagliari, Bari e Treviso per Alghero e taglia le frequenze su altre 7 rotte comprese le tratte che atterrano a Roma, Milano, Bergamo, Catania, Napoli, Venezia e Bruxelles.
In risposta i sindacati italiani denunciano un inaccettabile ricatto da parte delle compagnie aeree e assieme ad essi si associa l’Unione Nazionale Consumatori che invita Governo e Parlamento a non cedere.
Il decreto infatti proibisce alle compagnie aumenti di prezzi solo quando essi superano il 200% della media annuale dei voli di settore e questo già di per se sarebbe garanzia di tutela per gli operatori aerei. Nel mese di maggio 2023, infatti, l’incremento registrato dal Garante per la sorveglianza dei prezzi è stato del +37,9 per cento, +43,9 per cento per i voli nazionali, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il valore registrato sale al 70 per cento se si considerano le rotte verso Sicilia e Sardegna e, come riportato nella relazione illustrativa al decreto Omnibus, in alcuni casi in cui il prezzo medio dei biglietti aerei venduti a ridosso della partenza è risultato maggiore almeno sette volte rispetto a quelli venduti più di una settimana prima della partenza.
Lo scontro si annuncia complesso e nel mezzo compare la trattativa per la acquisizione di ITA - la compagnia aerea italiana che sostituisce Alitalia - e Lufthansa, la compagnia di bandiera tedesca che mira a rilevare l’intero mercato italiano con un accordo senza precedenti.
Allo stesso tempo le stilettate del Governo nei confronti del Commissario Gentiloni, che presiede un ruolo chiave nella Commissione Europea proprio in materia di economia e concorrenza non si sono fatte attendere. La vicenda si sposta infatti tutta a Bruxelles ed è li che si determinerà il futuro delle scelte che riguardano questo caso.
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