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Il caso
20 Maggio 2024 - 18:00
Il tribunale di Taranto
«Ora denuncerò tutti per diffamazione e calunnia. Sono pronto a costituirmi parte civile per il danno subìto».
Passa al contrattacco Arcangelo Caressa. Nei giorni scorsi, infatti, si è chiusa con l’archiviazione una vicenda che lo aveva visto protagonista in un video diffuso sul web.
«Il procedimento trae origine dalla denuncia formalizzata dal partito animalista italiano nei confronti di una persona, in quella fase non ancora identificata, ovvero un addestratore cinofilo della provincia di Taranto, autore di presunte condotte maltrattanti ai danni di un cane, ritratte in un video poi immesso e diffuso su internet - si legge nella richiesta di archiviazione del pubblico ministero, dottoressa Marzia Castiglia - Ebbene, le indagini avviate e condotte hanno permesso di identificare l’addestratore in questione nell’indagato (Arcangelo Caressa, ndr) appartenente alla Polizia di Stato. Gli ulteriori accertamenti investigativi hanno consentito di accertare che il video in cui venivano riprese le asserite condotte maltrattanti ai danni di un cane era verosimilmente il frutto di un’alterazione, compresa la riproduzione dei guaiti del cane nel corso dell’addestramento. Il proprietario del cane, appositamente convocato, ha escluso che vi fossero condotte di violenza adoperate nei confronti dell’animale».
«Tali circostanze - prosegue la richiesta di archiviazione - sono state rimarcate anche dall’indagato, a sua volta ascoltato nel corso delle indagini, il quale oltre a professare la propria totale estraneità rispetto alle presunte condotte maltrattanti, ha fatto presente di aver sporto querela per diffamazione in ordine al video in questione».
Sulla scorta di quanto detto, il pubblico ministero ha ritenuto pertanto «che gli elementi a disposizione non consentano di formulare alcuna ragionevole previsione di condanna di Arcangelo Caressa in ordine al reato».
Lo scorso 30 aprile, quindi, il giudice per le indagini preliminari, dott. Francesco Maccagnano, «considerato che il video menzionato in denuncia risulta sottoposto ad alterazioni; che il proprietario del cane ritratto nel video ha escluso maltrattamenti di sorta; che il bastone con cui il cane sarebbe stato percosso era costituito da gomma piuma e, per tali motivi, non ha arrecato danno all’animale» ha disposto «l’archiviazione del procedimento, ordinando la restituzione degli atti al pubblico ministero».
Come detto in apertura, ora Arcangelo Caressa promette battaglia: «Sono stato ingiustamente diffamato e calunniato - spiega a Buonasera Taranto - ora denuncerò tutti. Ci tengo a far sapere già da ora, che il ricavato di tale azione risarcitoria sarà da me interamente devoluto al reparto di oncologia pediatrica di Taranto».
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