«Ho immaginato di raggiungere Agartha, un luogo senza guerre e differenze, dove ho incontrato i miei giganti, che poi sono le collaborazioni del disco». È l’ammissione di Leo Gassmann (nella foto in alto di Simone Biavati) sul suo nuovo album intitolato “La strada per Agartha” (nella foto a destra la cover del disco), disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico, il suo secondo album in studio.
Ad anticipare l’album è stato il brano “Terzo cuore” con cui l’artista è stato in gara al recente festival di Sanremo; la canzone è accompagnata da un videoclip che ha già totalizzato oltre mezzo milione di visualizzazioni in pochissimi giorni. «Il brano è nato da un’idea di Riccardo Zanotti, un amico – ha accennato – Quello del ‘Terzo cuore’ è un concetto che affascina anche me: non è per forza riferito ad un amore, ma anche ad un amico o semplicemente ad una persona a cui vogliamo bene. Ho pensato a tutte quelle persone che con le loro piccole e grandi azioni ci rendono la vita migliore». Per il video di “Terzo cuore” Leo Gassmann si è aggiudicato il trofeo del Premio Casa Sanremo Soundies Awards, il primo premio nella storia italiana dedicato ai videoclip delle canzoni in gara al festival di Sanremo, destinato alle case discografiche; la motivazione è stata “Per il punto di vista originale con cui è stata raccontata la storia, la dinamicità delle immagini e l’efficacia con cui le parole sono state tradotte in movimento”.
Con “Terzo cuore” Leo Gassmann ha confermato le sue doti da cantautore e la grande maturità e intensità di interpretazione, nonostante la giovane età. «Terzo cuore parla di un amore eterno destinato a non essere mai dimenticato – ha raccontato – È il nostro cuore di scorta che non smetterà mai di battere e del quale è difficile fare a meno. Quando tutto sembrerà andare male, ci sarà sempre il ricordo di un amore che ci darà la forza di reagire e di andare avanti». In occasione della serata delle cover dell’ultimo Sanremo Leo ha eseguito con Edoardo Bennato un medley che racconta i grandi paradossi della società nello stile unico ‘bennatiano’, graffiante e ironico con i brani “A cosa serve la guerra”, “L’isola che non c’è” e “Il rock del capitano uncino”: tre canzoni, non canzonette o favole, diverse tra loro ma che hanno come ‘fil rouge’ la ricerca di uno sguardo incantato per scovare la speranza in un futuro migliore, contro il concetto di guerra e contro i soprusi di qualsiasi genere. “La strada per Agartha” è un ‘concept album’ realizzato con gli amici di una vita e collaboratori che per Leo rappresentano una ‘seconda famiglia’; siamo di fronte, infatti, ad un disco complesso, multiculturale e con varie influenze musicali che riserva molte sorprese: la voce narrante dell’attore Massimo Dapporto all’inizio e alla fine dell’album, Giovanni Caccamo che firma il brano “La mia libertà”, Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari co-autore dei brani “Terzo cuore” e “Volo rovescio”, la band britannica Will & The People nella canzone in lingua inglese “Without you”, la collaborazione con Edoardo Bennato in “Io vorrei che per te”, il featuring de L’Ennesimo in “Lunedì”, Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale co-autore del brano “Siamo a metà”, Gem Archer e Andy Bell (rispettivamente chitarrista e bassista di Noel e Liam Gallagher) e J. Sharrock batterista dei Gorillaz in “Maledizione”, il duetto con Matteo Costanzo sulle note di “In un addio”, il cantautore indiano Raul Kamble nel brano di chiusura dell’album “Figli dei fiori”. «Dipende dal mood ma i miei brani preferiti sono due – ha confessato – “Figli dei fiori” è un brano che mi suscita forti emozioni, e “Volo rovescio” è una canzone che mi gasa molto: dico “aiutami a perdere il cognome che ho, aiutami a perdere il colore che ho”.
Ognuno nella vita combatte con degli stereotipi, dobbiamo riuscire a vincerli con informazione e amore». Il titolo dell’album è tratto dal romanzo “Il dio fumoso” di Willis George Emerson che racconta di un viaggio fantastico di un marinaio che circumnaviga il mondo e scopre una civiltà sotterranea di giganti che vivono di musica e agricoltura, in totale pace e armonia. I temi racchiusi nell’album sono molteplici: la ricerca della bellezza e dell’amore per la musica, la rivendicazione della libertà di espressione e di vivere come si vuole e il tema della tutela dell’ambiente. La copertina del disco, scattata dal fotografo Francesco Rampi, vede l’artista sui banchi di scuola assieme ad un gruppo di bambini che rappresentano, non solo la giovinezza ma anche la speranza per un futuro e un mondo migliore. «È un po’ come fosse il mio primo album», ha esternato l’artista. Leo Gassmann è nato a Roma dagli attori Alessandro Gassmann e Sabrina Knaflitz, suo nonno paterno era l’attore e regista Vittorio Gassmann, mentre sua nonna paterna è l’attrice Juliette Mayniel. Nel 2020 ha vinto la categoria Nuove Proposte del Festival di Sanremo con il brano “Vai bene così”.
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