Il successo di Enzo Gragnaniello registrato nel concerto di mercoledì sera al teatro Orfeo di Taranto, ha reso meno amaro l’«arrivederci» rivolto dal direttore artistico dell’ICO Magna Grecia, il maestro Piero Romano, al pubblico che ha applaudito lo spettacolo “Vient’ ‘e terra” all’interno della Stagione orchestrale 2019/2020. In seguito alle norme in materia di sicurezza sanitaria, la Presidenza del Consiglio con un provvedimento, definito «storico» da Romano, ha deciso la sospensione dei pubblici spettacoli chiudendo cinema e teatri fino al prossimo 3 aprie. Un danno non affatto insignificante. Per un mese orchestrali, direttori d’orchestra, operatori e tecnici resteranno a casa.
Slittano spettacoli e conferenze stampa. L’Ico Magna Grecia, intanto si è attivata per rimodulare il calendario degli eventi più immediati. In un cl ma di mestizia, si diceva, uno straordinario Gragnaniello ha risollevato un ambiente partecipe fin dalle prime battute.
«Un amico dell’Orchestra della Magna Grecia – ha detto Romano nella sua introduzione al concerto – che aveva già collaborato nel progetto dedicato a Pino Daniele, interpretando l’artista di “Napule è”, senza tralasciare un patrimonio autorale di grande spessore come quello dello stesso Gragnaniello che ha scritto anche per Murolo, Mia Martini, Bocelli e Vanoni».
Il protagonista della serata con l’Orchestra diretta dal maestro Valter Sivilotti, ha regalato alcune perle del suo repertorio. Da “Vasame” a “Indifferentemente”, tributo al grande Sergio Bruni, proseguendo con “Cu’ mme” e “Donna”, queste due ultime interpretate anche da Mia Martini, ricordata dallo stesso Gragnaniello durante lo spettacolo.
«Un amico mi invitò ad ascoltarla in un locale – ha raccontato – attraversava un periodo un po’ così, io che Mia Martini l’avevo sempre ammirata; considerata una delle voci più importanti della scena musicale italiana, mi sembrava inarrivabile: l’ascoltai, rimasi folgorato dalla sua bellezza interiore e da una voce di grande fascino; l’amico mi disse di provare a scrivere delle cose per lei, così le dedicai “Donna”: a lei piacque molto, tanto che si impossessò di quella canzone e la nobilitò con una interpretazione da brividi». Applausi per Gragnaniello, le sue canzoni, le interpretazioni, i suoi aneddoti.
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