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Taranto

Kyma Ambiente, il Comune annulla l’affidamento professionale: "Ennesima figuraccia"

Futuro Nazionale attacca l’amministrazione dopo il dietrofront su un incarico da 30mila euro: “Procedura priva di legittimità”

Un operatore di Kyma Ambiente - Amiu

Un operatore di Kyma Ambiente - Amiu

ARANTO – Il Comune è stato costretto a fare marcia indietro su un incarico professionale legato a Kyma Ambiente, annullando in autotutela la procedura di affidamento diretto. A darne notizia è Francesco Battista, coordinatore di Futuro Nazionale Taranto, che punta il dito contro la gestione amministrativa dell’ente.

Il provvedimento è stato adottato con determinazione dirigenziale n. 2877 del 21 aprile 2026 e riguarda un incarico destinato all’analisi della situazione economico finanziaria della società partecipata, per un importo complessivo di 29.182,40 euro. Alla base dell’annullamento ci sono i rilievi della Corte dei Conti, formalizzati con nota del 14 aprile 2026, che hanno evidenziato un’errata qualificazione della procedura, trattata come appalto di servizi anziché come consulenza, ambito soggetto a regole più restrittive.

Di fronte a tali osservazioni, l’amministrazione, secondo Battista, ha riconosciuto l’assenza dei requisiti di legittimità, interrompendo l’iter prima della stipula del contratto e procedendo allo svincolo delle somme già impegnate. Per Battista si tratta di “una figuraccia annunciata” e non di un semplice errore formale, ma di “l’ennesima dimostrazione di una gestione amministrativa superficiale e approssimativa”.

Nel suo intervento, il coordinatore politico sottolinea la gravità della vicenda evidenziando come “sia stata la Corte dei Conti a richiamare il Comune al rispetto delle regole più basilari”, aggiungendo che “ancora più grave è aver tentato di procedere con un incarico esterno senza rispettare gli obblighi previsti per le consulenze”.

Battista mette inoltre in dubbio la stessa utilità dell’incarico, osservando che “si voleva affidare uno studio sulla situazione di Kyma Ambiente quando la società dispone già di propri strumenti di controllo”, tra cui i revisori dei conti, sollevando così interrogativi sulla reale necessità dell’operazione.

Sul piano politico, il giudizio è netto. “Questa è una responsabilità politica piena” afferma, parlando di “ennesima figuraccia istituzionale per un affidamento impostato male sin dall’inizio”. Secondo Battista, il caso dimostrerebbe una mancanza di direzione nella gestione amministrativa, con errori che emergono solo dopo l’intervento degli organi di controllo.

Infine, l’affondo conclusivo: “Questa vicenda certifica ancora una volta l’incapacità dell’amministrazione Bitetti di gestire procedure delicate e di garantire il rispetto delle norme”, sottolineando come non si tratti di un episodio isolato ma di un segnale ricorrente. “A pagare sono la credibilità delle istituzioni e i cittadini”, conclude.

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