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Taranto

Morte sul lavoro, "È inaccettabile che un lavoratore non faccia ritorno a casa"

La politica e i sindacati chiedono chiarezza su sicurezza e appalti dopo la tragedia al cimitero San Brunone

L’ingresso monumentale del cimitero San Brunone di Taranto

L’ingresso monumentale del cimitero San Brunone di Taranto

TARANTO – Il Movimento 5 Stelle di Taranto interviene con una presa di posizione netta dopo la tragedia avvenuta in mattinata nelle immediate vicinanze del cimitero San Brunone, dove un operaio, Roberto di Ponzio, ha perso la vita durante lavori di installazione di impianti di illuminazione. Il Gruppo territoriale esprime dolore e forte preoccupazione per l’ennesimo incidente mortale sul lavoro che colpisce il territorio.

Ci stringiamo con un abbraccio sincero alla famiglia della vittima”, si legge nella nota diffusa dal Movimento, che sottolinea come episodi di questo tipo non possano più essere accettati. “È inaccettabile che nel 2026 un lavoratore non faccia ritorno a casa. Non possiamo rassegnarci a considerare queste tragedie come una inevitabile fatalità”.

Il riferimento è all’incidente verificatosi durante un intervento tecnico, sul quale sono in corso gli accertamenti da parte della magistratura e dello Spesal. Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio potrebbe essere stato influenzato anche dalle forti raffiche di vento registrate in città.

Il Movimento 5 Stelle pone l’attenzione su alcuni aspetti ritenuti centrali, a partire dalla sicurezza nei cantieri. “È fondamentale accertare se i protocolli di sicurezza fossero adeguati e se le condizioni meteo siano state valutate correttamente prima di autorizzare le operazioni”, evidenziano i rappresentanti locali, richiamando la necessità di verifiche puntuali sulla gestione del rischio.

Un altro punto riguarda il sistema degli appalti e dei subappalti. “Chiederemo chiarezza immediata sulle procedure di affidamento e sul monitoraggio dei subappalti. La sicurezza non può essere il fanalino di coda nelle logiche di risparmio o di velocità d’esecuzione”, si legge ancora nella nota.

Nel documento viene inoltre criticato un approccio ritenuto troppo formale alla sicurezza sul lavoro. “Basta con la politica dei selfie e dei nastri tagliati. La sicurezza deve smettere di essere un adempimento burocratico e diventare un impegno concreto, fatto di formazione continua e controlli rigorosi”, afferma il Gruppo territoriale.

Il Movimento annuncia l’intenzione di portare la questione all’attenzione delle sedi istituzionali, sottolineando come Taranto abbia già pagato un prezzo elevato in termini di vite umane. “Non permetteremo che il silenzio cali su questa vicenda”, prosegue la nota.

Infine, viene ribadita la richiesta di interventi concreti per evitare il ripetersi di simili tragedie. “Chiederemo una verifica puntuale sulla sicurezza di tutti gli impianti cittadini e sulla gestione dei lavori pubblici. La vita di un lavoratore vale più di qualsiasi opera”, conclude il Movimento, sollecitando un impegno più incisivo da parte delle istituzioni.

Anche i sindacati insorgono in queste ore immediatamente prossime alla tragedia:

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Manifestiamo vicinanza e solidarietà alla famiglia della giovane vittima, mentre aspettiamo di conoscere le cause e l’esatta dinamica di questa ennesima tragedia che sconvolge la città, ritenendo improponibile, in questo come in altri casi analoghi, che si possa parlare di motivi accidentali o ancor peggio imprevedibili – dichiara Luigi Spinzi, segretario generale Cisl Taranto Brindisi -. In tema di salute e sicurezza sul lavoro continuiamo a misurarci con una vera e propria emergenza nazionale – prosegue Spinzi - che non può prescindere dalla necessità di un cambio di passo culturale generalizzato, né dalla pressante rivendicazione di più controlli, di più responsabilità aziendale, di più personale dell’Ispettorato del Lavoro, dell’Inps, dell’Inail, dello Spesal, delle Forze dell’Ordine e, in definitiva, dall’applicazione senza eccezioni di norme contrattuali e di leggi che pur esistono".

La Cisl Taranto Brindisi, conclude il segretario generale “continuerà a tenere alta l’attenzione, con le proprie Federazioni di categoria, su tutte le questioni legate al lavoro, a qualunque lavoro, da eseguire in sicurezza, esigendo prevenzione, formazione, informazione, come vie obbligate per non sottostare alla logica della fatalità ma per mostrare rispetto per la vita e per la dignità delle persone”.

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