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Il caso

Grandi autobus per piccoli centri, “Scelte inefficaci, così si sprecano risorse pubbliche”

Il consigliere regionale della Lega Antonio Paolo Scalera chiede chiarimenti in Commissione Trasporti sull’acquisto di 90 bus: “Sovradimensionati e poco utilizzati nei piccoli comuni”

Grandi autobus per piccoli centri, “Scelte inefficaci, così si sprecano risorse pubbliche”

I nuovi autobus finiti nel mirino delle opposizioni

BARI - Finisce al centro del dibattito politico regionale l’investimento da oltre 26 milioni di euro di fondi del Pnrr destinato all’acquisto di autobus per il trasporto pubblico locale. A sollevare dubbi sull’efficacia della spesa è il consigliere regionale della Lega Antonio Paolo Scalera, che in una nota parla di criticità diffuse e chiede un approfondimento istituzionale.

Secondo quanto evidenziato, le risorse sarebbero state utilizzate nella precedente legislatura per acquistare 90 autobus modello Otokar Kent C Cng, mezzi lunghi circa 11 metri successivamente assegnati a 28 comuni pugliesi. Una scelta che, nei fatti, starebbe mostrando limiti evidenti rispetto alle caratteristiche dei territori serviti, in particolare nei centri di dimensioni più contenute.

“Da alcune notizie di stampa emerge un quadro preoccupante: oltre 26 milioni di euro di fondi pubblici del Pnrr sono stati impiegati, nella scorsa legislatura dal governo regionale per l’acquisto di 90 autobus modello ‘Otokar Kent C Cng” – afferma Scalera – “Si tratta di mezzi di circa 11 metri, successivamente distribuiti a 28 comuni pugliesi. Una scelta che si sta rivelando, nei fatti, inefficiente e poco aderente alle reali esigenze dei territori”.

Il nodo principale riguarda le dimensioni dei veicoli. Nei piccoli centri, caratterizzati da strade strette, centri storici congestionati e percorsi urbani complessi, autobus di grandi dimensioni rischiano di risultare poco funzionali, con ripercussioni sull’organizzazione del servizio e sulla sua effettiva fruibilità.

A questo si aggiunge il tema dell’utilizzo. “Parliamo di autobus sovradimensionati rispetto alla morfologia dei piccoli centri” – prosegue il consigliere – “Non solo. Questi mezzi, progettati per percorrenze fino a 50.000 chilometri annui, in molti comuni non superano i 15-20.000 chilometri. Un evidente sottoutilizzo che rappresenta uno spreco di risorse pubbliche”.

Ulteriori criticità emergerebbero anche sul piano logistico. L’alimentazione a metano, infatti, comporterebbe difficoltà operative in diversi territori, dove i punti di rifornimento distano anche 30 chilometri dai depositi. Una situazione che, secondo Scalera, genera costi aggiuntivi e inefficienze legate ai trasferimenti a vuoto e all’impiego di personale dedicato esclusivamente al rifornimento.

“Ulteriore criticità riguarda l’alimentazione a metano” – sottolinea – “In diversi comuni, i punti di rifornimento distano anche 30 chilometri dai depositi. Questo comporta costi aggiuntivi, chilometri percorsi a vuoto e impiego di personale dedicato esclusivamente al rifornimento, aggravando ulteriormente l’inefficienza del sistema”.

Nel quadro delineato, il consigliere richiama anche un elemento strutturale. Nei centri pugliesi di dimensioni ridotte, la lunghezza ideale dei mezzi per il trasporto urbano si attesterebbe intorno agli 8 metri, un dato che renderebbe ancora più evidente lo scarto tra le scelte effettuate e le esigenze reali del territorio.

“È noto che nei piccoli comuni pugliesi la dimensione ideale dei mezzi per il trasporto urbano si attesta intorno agli 8 metri” – aggiunge Scalera – “In una regione dove oltre il 72% della popolazione vive nei centri medi e piccoli, il trasporto pubblico locale non è un servizio accessorio, ma un’infrastruttura essenziale per garantire diritti fondamentali come lavoro, studio e accesso alle cure”.

Alla luce di queste considerazioni, è stata avanzata una richiesta formale di approfondimento in sede istituzionale. Il consigliere ha chiesto l’audizione urgente dell’assessore regionale alla mobilità e del capo dipartimento competente, con l’obiettivo di chiarire lo stato attuale dell’impiego dei mezzi, valutare l’efficacia della spesa sostenuta e verificare eventuali ricadute sui cittadini.

“Per queste ragioni ho richiesto con urgenza l’audizione in Commissione Trasporti” – conclude – “per fare piena luce su tre aspetti fondamentali: lo stato attuale dell’utilizzo di questi mezzi, la reale efficacia della spesa sostenuta e se tali scelte non finiscano per gravare sui cittadini senza produrre risultati concreti. La Puglia non può permettersi investimenti sbagliati su un settore strategico. È necessario ristabilire criteri di efficienza, programmazione e responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche”.

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