CONVERSANO – Un viaggio nella parte più scomoda e irriverente dell’umorismo, dove la risata nasce dal confronto con ciò che inquieta e disturba. È questa la cifra dello spettacolo che vedrà protagonista Alberto Farina il prossimo 19 aprile alle 19 alla Casa delle Arti di Conversano, con il titolo “Non è colpa mia se so’ così – Istruzioni per camminare sulla merda”.
Lo spettacolo, scritto insieme a Daniele Ceva, si presenta come un lavoro strutturato e articolato, lontano dalla semplice successione di battute. Al centro c’è una costruzione narrativa che accompagna lo spettatore in un percorso che mescola satira sociale, grottesco e riflessione, trasformando il comico in una guida disincantata capace di attraversare le contraddizioni del presente.
Farina abbandona i canoni tradizionali della comicità per assumere un ruolo quasi narrativo, accompagnando il pubblico in una sorta di viaggio simbolico. Un itinerario che richiama una moderna “commedia” dai toni distorti, in cui il fondo non è da evitare, ma da osservare e, in qualche modo, affrontare con ironia.
Uno degli elementi più caratterizzanti dello spettacolo è la costruzione di ambientazioni immaginarie. Luoghi come Cupinio o l’isola di Montecazzo diventano scenari surreali in cui la realtà viene deformata, dando vita a situazioni paradossali che amplificano difetti e contraddizioni della società contemporanea.
Particolarmente significativa è l’ambientazione del quartiere di Torgnoranza, dove la narrazione assume contorni ancora più pungenti. Qui la satira si concentra su un contesto in cui il sapere e la cultura diventano motivo di isolamento o addirittura di rischio, offrendo una rappresentazione estrema ma riconoscibile di dinamiche sociali ancora presenti.
Il filo conduttore resta quello di una comicità che mette lo spettatore di fronte a un cortocircuito emotivo. Si ride, ma spesso con una sensazione di disagio che diventa parte integrante dell’esperienza, fino a trasformarsi in una riflessione più ampia sul senso stesso della risata e sui limiti imposti dal cosiddetto politicamente corretto.
In questo contesto, lo spettacolo propone una visione precisa. L’irriverenza non è fine a sé stessa, ma diventa uno strumento per interrogare il pubblico, spostando il confine tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è. La provocazione, dunque, si costruisce nello sguardo di chi osserva, più che nelle parole pronunciate sul palco.
Lo stile di Farina si distingue per la combinazione di monologhi serrati e una forte componente espressiva. La mimica e il ritmo narrativo contribuiscono a rendere lo spettacolo un’esperienza coinvolgente, capace di alternare momenti di leggerezza a passaggi più taglienti, in cui emerge una critica diretta alla società.
L’appuntamento di Conversano si inserisce così nel panorama della stand-up comedy contemporanea come una proposta che unisce intrattenimento e analisi. Un’occasione per confrontarsi con una comicità che non cerca compromessi, ma punta a restituire uno sguardo autentico, anche quando scomodo, sulle fragilità e le contraddizioni del presente.