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Il fatto
11 Aprile 2026 - 08:02
Turisti a Taranto
TARANTO – Un bilancio nel complesso positivo, ma con lo sguardo già rivolto alle prossime settimane. Le festività pasquali nel Tarantino si sono chiuse con risultati incoraggianti sul fronte turistico, nonostante le condizioni meteo sfavorevoli che hanno accompagnato i giorni clou e inciso in parte sulla programmazione dei soggiorni.
Le piogge, in particolare a ridosso del weekend di Pasqua, hanno generato qualche incertezza tra operatori e visitatori, soprattutto per le attività all’aperto. Nonostante ciò, il territorio ha dimostrato una buona capacità di tenuta, con Taranto città che ha registrato un flusso costante di presenze, attratte in particolare dai riti della Settimana Santa, dal Museo MArTA e dal Castello Aragonese, che ha fatto segnare oltre 1.200 ingressi nella sola giornata di Pasquetta.
Diversa la situazione nei comuni della provincia, dove i numeri sono stati più variabili e legati soprattutto a un turismo delle radici, caratterizzato dal ritorno nei luoghi d’origine per le festività familiari.
Sul fronte dell’extra alberghiero, il quadro evidenzia segnali positivi. “Il comparto ricettivo extra alberghiero ha evidenziato tassi di occupazione soddisfacenti, seppur con alcune disdette e riduzioni dell’ultimo minuto legate alle condizioni climatiche”, spiega Cosimo Miola, presidente provinciale di Federalberghi Extra Confcommercio. “B&B e case vacanza hanno intercettato una domanda flessibile e orientata a soggiorni brevi. Abbiamo registrato alcune rinunce da parte di chi aveva programmato attività all’aria aperta come cammini e cicloturismo, ma si tratta di prenotazioni che stiamo già recuperando con il mese di maggio”.
Un segnale importante che conferma il potenziale della provincia anche in ottica futura. “Il territorio provinciale, con la rete dei cammini e le iniziative legate alla scoperta degli habitat naturali, si conferma una destinazione su cui puntare per la destagionalizzazione”, aggiunge Miola.
In città, il bilancio resta positivo, pur con una lieve flessione rispetto all’anno precedente. “Abbiamo riscontrato rispetto allo scorso anno solo una leggera diminuzione, probabilmente legata alla presenza nel 2025 della Vespucci”, osserva Marcello De Paola, presidente provinciale di Federalberghi Confcommercio. “Si conferma la prevalenza del turismo domestico, con arrivi soprattutto dal Centro Sud Italia, mentre la componente internazionale, pur presente, resta ancora contenuta rispetto ad altre mete pugliesi. Registriamo però un interesse crescente per i weekend di primavera, come dimostrano le numerose prenotazioni per maggio”.
Segnali incoraggianti arrivano anche dalle località della provincia. A Castellaneta il weekend pasquale ha dato risposte positive, ma l’attenzione è già rivolta ai mesi successivi, con l’obiettivo di allungare la stagione turistica. A sottolinearlo è Marino Gentile, chef business officer del gruppo Greenblu, che nella località gestisce il Ticho’s, dove sono attesi gruppi per soggiorni settimanali fino alla fine di maggio.
Anche Martina Franca conferma il suo trend di crescita nel panorama turistico della Valle d’Itria. Alcune strutture alberghiere hanno registrato livelli di occupazione fino all’85%, con una clientela prevalentemente italiana e una domanda trainata soprattutto dal turismo enogastronomico e paesaggistico.
Sulla stessa linea il versante orientale della provincia, con Manduria che continua a richiamare visitatori interessati a cultura, ambiente e produzioni locali, in particolare il vino. Le richieste di visite guidate e le prenotazioni nelle strutture ricettive confermano il trend positivo già registrato lo scorso anno.
A tracciare un quadro complessivo è anche Giovanni Berardi, presidente provinciale di Confguide Confcommercio. “La Pasqua 2026, nonostante l’incognita del maltempo, non ha compromesso in modo significativo l’andamento generale dei flussi turistici”, afferma. “Le numerose richieste last minute di visite guidate, sia da parte di gruppi che di singoli visitatori, confermano l’interesse per il territorio, non solo da parte degli italiani ma anche degli stranieri”.
Un elemento su cui puntare resta quello del turismo di ritorno. “C’è una forte voglia di riscoperta delle proprie radici, un segmento che merita attenzione con politiche di promozione dedicate a chi vive lontano ma mantiene un legame profondo con il territorio”, conclude Berardi.
Il quadro che emerge, dunque, è quello di un territorio che, pur tra difficoltà legate al meteo, conferma la propria attrattività e guarda con fiducia ai prossimi appuntamenti primaverili, puntando su weekend e offerte mirate per consolidare e ampliare i flussi turistici.
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