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Il caso

Privatizzazioni, “Fermatevi, Taranto non si svende”

Il Psi-Avanti attacca l'amministrazione comunale su Kyma Ambiente, asili nido e Mercato Me.Ta: chiesto lo stop immediato agli iter in corso

Il Palazzo di Città di Taranto visto dal mare

Il Palazzo di Città di Taranto visto dal mare

TARANTO - Una denuncia netta contro quella che viene definita una strategia sistematica di dismissione del patrimonio pubblico cittadino. Il Partito Socialista Italiano – Federazione provinciale di Taranto - Avanti interviene con toni duri per contestare l’indirizzo dell’Amministrazione comunale, accusata di aver intrapreso una linea privatizzatrice ritenuta pericolosa per lavoratori e cittadini.

Secondo i socialisti, non si tratterebbe di singoli episodi ma di un disegno preciso, orientato a ridurre il ruolo del pubblico nei servizi essenziali e a trasferire ai privati funzioni strategiche. Nel mirino del Psi finiscono innanzitutto le prospettive legate a Kyma Ambiente, la società partecipata che gestisce raccolta rifiuti e igiene urbana. Su questo fronte, viene evidenziato il rischio concreto per centinaia di lavoratori e per la qualità di un servizio ritenuto fondamentale.

L’attenzione si sposta poi sugli asili nido comunali, per i quali sarebbe stato avviato un percorso di privatizzazione. Una scelta che, secondo il partito, incide direttamente sul sistema educativo e sulle famiglie, sottraendo un servizio pubblico alla logica del diritto per affidarlo a dinamiche di mercato.

A completare il quadro, viene indicato anche il Mercato Generale Me.Ta, considerato un’infrastruttura strategica per il comparto agroalimentare e per l’equilibrio del mercato locale, che risulterebbe anch’esso oggetto di valutazioni in chiave privatistica.

Il Psi parla apertamente di “smantellamento progressivo del bene comune”, ricordando come Taranto abbia già affrontato nel tempo pesanti criticità legate all’industrializzazione, con conseguenze sul piano ambientale, economico e sociale. In questo contesto, viene ribadita la necessità di rafforzare il ruolo pubblico anziché ridurlo.

Nel documento, i socialisti sottolineano come la privatizzazione dei servizi venga interpretata non come modernizzazione, ma come rinuncia alla responsabilità pubblica, con possibili ripercussioni sia sull’occupazione sia sull’accesso ai servizi per le fasce più deboli della popolazione.

Da qui una serie di richieste rivolte all’Amministrazione comunale. Il PSI sollecita la sospensione immediata di ogni iter di privatizzazione riguardante Kyma Ambiente, asili nido e Mercato Me.Ta, oltre alla convocazione di un tavolo di confronto con sindacati, associazioni di categoria, rappresentanze civiche e forze politiche.

Viene inoltre chiesta la predisposizione di un piano industriale trasparente per Kyma Ambiente, orientato al rilancio del servizio e alla stabilizzazione dei lavoratori, insieme al ritiro degli atti relativi agli asili nido e alla tutela del Mercato Me.Ta come presidio economico e sociale del territorio.

In conclusione, il Partito Socialista Italiano ribadisce la propria vicinanza ai lavoratori e ai cittadini tarantini, assicurando che continuerà a contrastare ogni scelta ritenuta lesiva dell’interesse collettivo e del ruolo del pubblico nella gestione dei servizi essenziali.

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