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Il caso

Sanità pugliese, “No a nuove tasse e commissariamento”

Fratelli d’Italia attacca: serve un piano di risanamento senza aumenti Irpef e senza tagli ai servizi

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BARI - Un duro intervento politico sulla gestione della sanità regionale arriva dal gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che punta il dito contro il disavanzo e chiede soluzioni alternative a nuove tasse o al commissariamento.

A firmare la nota è il presidente Paolo Pagliaro, insieme ai consiglieri Tonia Spina, vicepresidente del gruppo, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri.

Nel documento il gruppo esprime una posizione netta. “Né commissariamento, né aumento dell’Irpef. No a meno servizi, no a più tasse”, affermano, sottolineando come non debbano essere i cittadini a farsi carico di un disavanzo sanitario quantificato in 369 milioni di euro.

Secondo Fratelli d’Italia, la situazione attuale affonderebbe le radici in un sistema costruito nel corso degli ultimi 20 anni, indicato come responsabile di una gestione considerata inefficiente e caratterizzata da spese fuori controllo. In questo quadro vengono chiamati in causa i precedenti governi regionali di centrosinistra e figure come Nichi Vendola e Michele Emiliano, accusati di aver contribuito alla costruzione di un modello che avrebbe favorito sprechi e criticità.

Particolare attenzione viene riservata anche al rischio di commissariamento della sanità pugliese. Una soluzione che, secondo i consiglieri, comporterebbe conseguenze pesanti per i cittadini. “Il commissariamento comporterebbe una drastica riduzione dei servizi sanitari e a pagare sarebbero i cittadini”, si legge nella nota, con il riferimento alle esperienze già registrate in altre regioni.

Nel mirino del gruppo finiscono anche l’attuale presidente della Regione Antonio Decaro e l’assessore Donato Pentassuglia, ritenuti parte integrante del sistema che ha portato alla situazione attuale. Secondo Fratelli d’Italia, entrambi avrebbero avuto ruoli politici rilevanti nelle fasi precedenti e non potrebbero quindi sottrarsi alle responsabilità.

Il gruppo solleva inoltre interrogativi sulla gestione delle aziende sanitarie, chiedendo chiarimenti sui controlli e sulle eventuali criticità che avrebbero consentito il progressivo aggravarsi dei conti. Viene contestata anche la gestione delle assunzioni e delle risorse durante il periodo elettorale.

Tra le proposte avanzate, Fratelli d’Italia indica la necessità di un intervento strutturale per riequilibrare i conti senza ricorrere a nuove imposte. “Decaro trovi il modo per risanare i conti senza mettere il cappio dell’aumento Irpef al collo dei pugliesi”, scrivono i consiglieri, indicando come prioritaria una revisione della spesa.

Nel dettaglio, si chiede di intervenire sugli sprechi, riducendo costi legati a appalti ritenuti inutili, servizi duplicati, manutenzioni e spese non adeguatamente programmate. Tra le soluzioni prospettate anche il ricorso a strumenti finanziari come mutui e una revisione delle società partecipate, con l’obiettivo di coprire il disavanzo.

All’ipotesi del commissariamento e dell’aumento delle tasse opponiamo la via di un serio risanamento”, concludono i consiglieri, ribadendo la necessità di un’azione politica mirata a recuperare risorse e garantire servizi senza ulteriori sacrifici per i cittadini.

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