TARANTO - La questione ambientale torna al centro del dibattito politico sul futuro industriale del territorio ionico, con un focus che si allarga oltre l’ex Ilva e coinvolge anche la raffineria Eni. A intervenire è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio, Renato Perrini, che sollecita un innalzamento del livello di attenzione istituzionale.
“La realtà industriale di Taranto è complessa e comporta rischi ambientali che richiedono una vigilanza costante e rigorosa”, afferma Perrini, evidenziando come negli ultimi anni il dibattito si sia concentrato prevalentemente sull’acciaieria, trascurando altre presenze produttive rilevanti. “Taranto non è solo Ilva, ma un sistema articolato in cui rientra anche la raffineria Eni”, sottolinea.
Nel suo intervento, il consigliere richiama la necessità di anticipare la revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale. “È opportuno procedere con una revisione dell’Aia prima della scadenza fissata al 2034, come già indicato dalla Regione”, dichiara, facendo riferimento alle valutazioni tecniche espresse da Arpa Puglia, Ares Puglia e Asl Taranto. Secondo tali analisi, sarebbe necessario abbassare i limiti emissivi per garantire una maggiore tutela della salute pubblica.
Perrini insiste sulla centralità della prevenzione. “In un territorio già fortemente esposto, la difesa della salute non può tollerare rinvii o compromessi”, afferma, ribadendo l’urgenza di interventi concreti.
Per fare chiarezza sulla situazione, il vicepresidente del Consiglio regionale annuncia un’iniziativa istituzionale. “Presenterò un’interrogazione urgente al presidente della Regione e agli assessori competenti per avere un quadro dettagliato delle azioni in corso nei confronti di Eni”, spiega, con l’obiettivo di aggiornare il Consiglio regionale sullo stato delle attività e sui rapporti con gli enti di controllo.
Accanto al tema ambientale, Perrini solleva anche interrogativi sul futuro industriale del sito. Da gennaio, infatti, la raffineria è stata inserita nella nuova divisione aziendale denominata Eni Industrial Evolution. “È necessario comprendere quali siano i programmi di investimento, le prospettive occupazionali e lo sviluppo dell’indotto”, osserva, sottolineando la necessità di allineare le strategie industriali con le esigenze del territorio.
Infine, il consigliere richiama l’attenzione su una criticità segnalata da diverse associazioni di categoria. “Assistiamo a un paradosso: Taranto ospita una raffineria ma registra spesso tra i prezzi dei carburanti più alti della Puglia”, evidenzia, definendo la situazione una contraddizione che merita risposte tempestive. “È una questione che riguarda il rispetto della comunità che accoglie l’impianto”, conclude.