BARI - Una spesa complessiva di circa 150 milioni di euro per celebrare la Pasqua sulle tavole pugliesi, con una netta prevalenza delle feste in famiglia. È quanto emerge dalle stime di Coldiretti Puglia, che fotografano un ritorno deciso alle tradizioni domestiche, con 7 pugliesi su 10 che hanno scelto di pranzare in casa propria o da parenti e amici.
Le tavolate si sono organizzate in media con 6 commensali, mentre per la preparazione dei piatti sono state impiegate circa 2 ore ai fornelli. Tra gli alimenti simbolo della festività spiccano le uova, protagoniste assolute con consumi che raggiungono circa 10 milioni di pezzi nel periodo pasquale.
Elemento centrale della tradizione resta l’agnello, presente in quasi la metà delle tavole tra abitazioni, ristoranti e agriturismi. Un piatto che, oltre al valore culturale, rappresenta anche un sostegno concreto agli allevatori, alle prese con l’aumento dei costi che mette in difficoltà le attività pastorali.
La Pasqua pugliese si conferma anche un viaggio nei sapori locali. Tra le preparazioni più diffuse figurano il cutturiddu, a base di agnello ed erbe spontanee delle Murge, e il benedetto, che unisce capocollo di Martina Franca, agrumi, ricotta, asparagi, taralli e uova sode. Non manca l’incrapiata, piatto che combina fave e cicorie con pane casereccio tostato, spesso accompagnato da cipolle rosse o peperoni verdi fritti.
Accanto ai piatti di carne trovano spazio anche le ricette di mare, con il baccalà fritto, primi piatti con asparagi e gamberetti e le tradizionali fritture di paranza, seppie e gamberi, a testimonianza della varietà gastronomica regionale.
Grande attenzione anche ai dolci della tradizione, che registrano un ritorno deciso sulle tavole. Tra questi i taralli glassati pasquali, i dolci a base di pasta di mandorla, l’agnello di pasta reale, la cupeta salentina, insieme alle colombe artigianali, alle puddhriche leccesi e alle scarcelle baresi o squarcelle foggiane.
Guardando a Pasquetta, complice il miglioramento delle condizioni meteo dopo i giorni di maltempo, cresce la voglia di trascorrere la giornata all’aperto tra agriturismi e picnic, confermando una tradizione che unisce convivialità e contatto con il territorio.