Cerca
L'analisi
04 Aprile 2026 - 09:08
Parlamento
BARI - Quando gli assegni erano trasferibili si finanziava una parte rilevante del Pil usando la “girata” degli assegni bancari. La proprietà dell’assegno (e dei soldi che rappresenta) comporta il diritto di darli a chi voglio. Negare il diritto a trasferirlo è un modo per restringere la proprietà privata.
Oggi la cambiale si gira, ma gli assegni no. Se si reintroducesse la libera trasferibilità degli assegni in poco tempo il Pil, solo per questa ragione, salirebbe significativamente e specie nelle aree meno ricche della nostra Italia; invece si trama addirittura per abolire gli assegni. Pure si costituiscono nuovi partiti ma nessuno pensa di reintrodurre la trasferibilità degli assegni e rafforzarne la funzione.
L’Imu è una patrimoniale sugli immobili. Senza di essa il valore degli immobili salirebbe significativamente e il Pil in pochissimo tempo salirebbe anch’esso. La gente ripulirebbe le facciate e risanerebbe gli immobili fatiscenti senza bisogno di “bonus” e di altri salassi del bilancio pubblico. Cioè l’imu è un modo per sottrarci parti significative delle nostre proprietà, tutti lo sanno e lo subiscono, pure si costituiscono nuovi partiti ma nessuno pensa di abolire l’Imu semplicemente perché illegittimo.
Siamo in guerra, il gasolio è rincarato da morire facendo rincarare tutto, dai cavoli all’acqua minerale, siamo proprietari di giacimenti di petrolio produttivi, eppure si assegna tale petrolio a società petrolifere dei quattro angoli del globo che lo rivendono al migliore offerente e non certo a noi, suoi proprietari veri, almeno al prezzo vecchio con il quale già si guadagnavano profitti faraonici. Risultato: si estrae liberamente il nostro petrolio, presto ci ritroveremo con i giacimenti esauriti e senza i soldi che si sono ricavati dalla estrazione di quel nostro petrolio. Pure si costituiscono nuovi partiti ma nessuno pensa di riprenderci il petrolio.
Settantamila persone erano proprietarie di una banca per giunta la maggiore banca del Sud. Adesso quella banca è divenuta statale, sta per essere venduta a privati di altra parte del mondo e non restituita ai suoi legittimi proprietari senza che nessuno se ne accorga. Il risparmiatore porta i suoi sudati risparmi in una banca, non si sa di chi, questa è la realità delle banche non popolari di tutto il mondo, banca che poi deciderà a chi e se prestare i soldi depositati dal risparmiatore stesso. Magari quella banca deciderà di finanziare danarosi mercanti o produttori di armi, che è il business del momento, anziché laboriosi contadini o artigiani locali. Il Pil crescerebbe significativamente specie nelle aree povere d’Italia se la banca tornasse ai suoi legittimi proprietari, pure si costituiscono nuovi partiti ma nessuno pensa di sanare questa lesione della proprietà privata.
Abbiamo fatto degli esempi di violazione del diritto di proprietà che impoveriscono tutti mentre i partiti che si costituiscono pensano a posizionarsi a destra, oppure a centro, oppure a sinistra quasi a volersi spartire una torta e non a fondare una idea politica nuova, anzi eterna, fondata tra l’altro sulla difesa della indefettibilità della proprietà privata che non va difesa soltanto da scippatori e ladri di appartamenti ma anche da ladri professionisti in giacca e cravatta solidamente insediati nei posti chiave delle istituzioni pubbliche e private.
I comunisti sostenevano che la proprietà privata sia un furto e quindi è da abolire. Quindi dove questo principio viene rispettato sono poveri; dove invece i comunisti si sono dotati di questo diritto si sono arricchiti fino a sfidare la ricchissima America. Oggi, in casa nostra, apertamente ci sottraggono parti significative delle nostre proprietà con le scuse più fantasiose e ci impoveriscono sistematicamente. Violano così apertamente il diritto di proprietà, con leggi regolarmente approvate dal Parlamento che però non è propriamente legittimo perché costituito da eletti da meno della metà della popolazione, contemporaneamente si fondano nuovi partiti nella genuina intenzione di cambiare un po' le cose e nessuno, neanche la destra, vecchia e nuova, pensa di difendere la proprietà privata.
Ma che futuro mai potremo avere se non si riesce neanche a pensare un sistema rispettoso della prerogativa minima di un essere vivente come la proprietà?
I più letti
Testata: Buonasera
ISSN: 2531-4661 (Sito web)
Registrazione: n.7/2012 Tribunale di Taranto
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Piazza Giovanni XXIII 13 | 74123 | Taranto
Telefono: (+39)0996960416
Email: redazione.taranto@buonasera24.it
Pubblicità : pubblicita@buonasera24.it
Editore: SPARTA Società Cooperativa
Via Parini 51 | 74023 | Grottaglie (TA)
Iva: 03024870739
Presidente CdA Sparta: CLAUDIO SIGNORILE
Direttore responsabile: FRANCESCO ROSSI
Presidente Comitato Editoriale: DIEGO RANA