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Il fatto
04 Aprile 2026 - 07:44
Esami clinici - archivio
BARI - A due mesi dall’avvio dei piani sperimentali per il recupero delle liste d’attesa, emerge un quadro che segna un avanzamento significativo delle attività. Sono 118.578 le persone contattate complessivamente, di cui 107.589 per visite ed esami e 10.989 per ricoveri ospedalieri, con un risultato che ha consentito di raggiungere entro il 29 marzo il 95% degli obiettivi assegnati alle aziende sanitarie.
Nel dettaglio, il sistema ha già consentito di anticipare 59.640 prestazioni, mentre i rifiuti registrati sono stati 34.421, con una prevalenza legata alle prestazioni specialistiche, pari a 29.976 casi. Tra i cittadini che hanno motivato la rinuncia, emerge che il 62%, pari a 14.794 persone, ha scelto di mantenere l’appuntamento originario. Il 28%, ovvero 6.798 utenti, ha dichiarato di aver già effettuato la prestazione, mentre il 10%, pari a 2.378 casi, ha ritenuto non più necessario l’esame o la visita.
Per quanto riguarda l’attività sanitaria effettivamente svolta, sono 49.636 le prestazioni di specialistica ambulatoriale anticipate ed erogate. Analizzando le priorità, si registrano 1.850 prestazioni urgenti, 27.809 con priorità breve, 9.947 differibili e 8.040 programmabili. A queste si aggiungono 1.994 interventi legati alla stadiazione e al follow up delle patologie oncologiche e al completamento di percorsi diagnostico terapeutici per malattie croniche.
Parallelamente, le aziende sanitarie hanno avviato anche il recupero delle prestazioni prescritte nel 2026, che rappresentano ormai circa il 36% del totale delle attività erogate, pari a 18039 esami e visite. L’attenzione resta concentrata soprattutto sui codici di priorità urgente e breve, che costituiscono il 67% delle prestazioni complessive, ma coinvolge anche le classi differibili e programmabili.
Entrando nel dettaglio delle tipologie, il 28% delle prenotazioni anticipate per il 2026 riguarda la diagnostica per immagini, mentre il 32% è rappresentato da prime visite specialistiche. Significativo anche il dato relativo agli interventi di cataratta: su 747 operazioni anticipate, 305 erano state prescritte nel 2026, con un anticipo medio di circa 1 anno rispetto alla data inizialmente prevista.
Prosegue intanto il monitoraggio delle prescrizioni, avviato a partire da gennaio 2026, con l’obiettivo di raccogliere elementi utili a migliorare l’appropriatezza dei percorsi clinici. I dati consolidati di febbraio, mese di avvio dei piani, indicano che non si è registrato un aumento delle prescrizioni con priorità urgente e breve rispetto al periodo precedente.
Sul fronte dei tempi di attesa, la percentuale di prestazioni prenotate entro i limiti previsti dalla normativa è rimasta stabile a livello regionale per le classi urgente e programmata. Analogamente, non si rilevano variazioni significative nei tempi relativi alle prestazioni con priorità breve e differibile.
Entro la metà di aprile saranno disponibili anche i dati consolidati sulle attività svolte nel mese di marzo. Nel frattempo sono già in corso ulteriori approfondimenti per definire nuove azioni mirate, con l’obiettivo di ridurre in modo strutturale i tempi di attesa, modulando gli interventi in base alle diverse tipologie di prestazione e alle specificità delle singole aziende sanitarie.
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