TARANTO - L’utilizzo dei fondi europei destinati alla transizione economica della provincia ionica torna al centro del dibattito politico. A intervenire è il consigliere regionale di Forza Italia Massimiliano Di Cuia, che solleva criticità sull’attuale impostazione dei bandi finanziati attraverso il Just Transition Fund, lo strumento europeo pensato per accompagnare i territori segnati da lunghi processi industriali verso nuovi modelli di sviluppo.
Secondo Di Cuia, si tratta di una misura strategica per il futuro dell’area tarantina, ma che rischia di non produrre effetti concreti per una parte significativa del tessuto economico locale. “Il Just Transition Fund rappresenta un sostegno importantissimo per la provincia ionica”, afferma, sottolineando però come i bandi Minipia dedicati alla città abbiano una platea di beneficiari troppo limitata.
Nel dettaglio, il consigliere evidenzia l’esclusione di comparti fondamentali come servizi, turismo e commercio, ritenuti invece centrali per la diversificazione economica del territorio. Da qui il richiamo alla posizione espressa da Confcommercio Taranto, che ha chiesto una revisione dei codici Ateco ammessi ai finanziamenti. “Si tratta di una richiesta di assoluto buonsenso che condivido e che faccio mia”, dichiara Di Cuia.
L’esponente di Forza Italia annuncia quindi un’iniziativa formale in sede istituzionale. “Depositerò nelle prossime ore un’interrogazione diretta all’assessore regionale allo Sviluppo Economico”, spiega, con l’obiettivo di conoscere quali azioni la Giunta intenda adottare per ampliare l’accesso alle risorse, anche attraverso un confronto con il governo nazionale.
Al centro della richiesta vi è la necessità di rendere i fondi più inclusivi e aderenti alle esigenze reali del territorio. “È necessario aprire le misure finanziate con il JTF a una platea più ampia di beneficiari”, insiste Di Cuia, evidenziando come le risorse disponibili risultino, allo stato attuale, poco utilizzate.
Il tema si intreccia con la recente sospensione di altri strumenti di sostegno come i PIA e i Minipia ordinari, che ha lasciato numerose imprese senza punti di riferimento. “Queste risorse sarebbero fondamentali per rispondere alle esigenze delle aziende che avevano programmato investimenti e che ora rischiano di dovervi rinunciare”, conclude il consigliere.
Una presa di posizione che riaccende il confronto sulle politiche di rilancio economico del territorio ionico, in un momento cruciale per la riconversione e la crescita sostenibile dell’area.