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Taranto
03 Aprile 2026 - 06:59
“Processo a Gesù”, dialogo tra diritto e fede nel cuore della Settimana Santa
TARANTO - Un confronto intenso tra cultura giuridica e riflessione spirituale ha animato il Salone dei Vescovi del Palazzo Arcivescovile lo scorso 25 marzo 2026, in occasione della presentazione dell’evento “Processo a Gesù”. L’iniziativa, promossa dal Club per l’UNESCO di Taranto e dall’Associazione Marco Motolese, si è inserita nella programmazione della XII edizione del Misterium Festival, sotto la direzione artistica di Pierfranco Semeraro e con il contributo del Maestro Piero Romano per l’Orchestra della Magna Grecia.
Al centro dell’incontro il tema della dignità umana e del dialogo tra diritto e fede, declinato attraverso un’analisi che ha messo in relazione prospettive diverse ma complementari. L’evento, organizzato dalle Corti di Taras in collaborazione con l’istituzione concertistica orchestrale Magna Grecia, ha ricevuto l’Alto Patrocinio Morale della Curia Arcivescovile di Taranto e il sostegno del Ministero dei beni culturali e del turismo, della Regione Puglia e del Comune di Taranto.
Ad aprire i lavori è stata la professoressa Carmen Galluzzo Motolese, presidente delle associazioni promotrici, che ha evidenziato il valore culturale e simbolico dell’iniziativa. “Siamo grati a S.E. Monsignor Miniero e al Maestro Romano per aver accolto la nostra proposta”, ha dichiarato, sottolineando come il “Processo a Gesù” si inserisca pienamente nel clima della Settimana Santa. “È un tempo di memoria e riflessione condivisa che va oltre la dimensione religiosa, diventando tema storico, culturale e civile”, ha aggiunto, ribadendo il ruolo del diritto e della fede come strumenti di lettura della complessità umana.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il giudice Antonio Morelli, che ha offerto una lettura giuridica del processo a Gesù. Il magistrato ha posto l’accento sui principi fondamentali del processo penale, evidenziando come esso debba essere legittimo, giusto e non predeterminato. “Un processo deve essere conforme a regole precise, ma anche capace di avvicinarsi alla verità dei fatti”, ha spiegato, sottolineando l’importanza dell’equilibrio e dell’indipendenza del giudicante. Ripercorrendo la vicenda storica, Morelli ha ricordato la distinzione tra il procedimento religioso e quello civile, evidenziando la complessità delle accuse e il ruolo determinante della folla. “La condanna non fu istituzionale, ma popolare”, ha osservato, soffermandosi anche sul contesto politico e sulle responsabilità dei protagonisti.

Sul piano teologico si è inserito l’intervento di monsignor Emanuele Ferro, che ha interpretato il processo come un momento centrale della tradizione cristiana. “È l’incontro drammatico tra il potere e la verità, tra la paura e la libertà della coscienza”, ha affermato, mettendo in luce la figura di Gesù come testimone della dignità umana anche di fronte all’ingiustizia. Secondo Ferro, la lettura dei Vangeli consente di cogliere il compimento delle profezie e il significato profondo del sacrificio.
Le conclusioni sono state affidate all’arcivescovo di Taranto mons. Ciro Miniero, che ha rimarcato il valore del dialogo tra discipline diverse. “Dare risposte attraverso l’arte, la musica e il confronto tra giustizia e fede è il modo migliore per alimentare la conoscenza”, ha dichiarato. L’arcivescovo ha richiamato il significato universale del processo, definendolo “il dramma di un uomo innocente consegnato all’ingiustizia e al compromesso del potere”, e ha invitato a trasformare la memoria in impegno concreto affinché giustizia e dignità restino centrali nella vita sociale.
Alla manifestazione ha partecipato un ampio e qualificato parterre di autorità civili, militari e religiose. Tra i presenti il sindaco Piero Bitetti, rappresentanti delle forze armate e delle istituzioni locali, oltre a esponenti del mondo accademico e associativo. Una presenza che ha testimoniato il rilievo dell’iniziativa, capace di coniugare riflessione culturale e partecipazione pubblica in uno dei momenti più significativi dell’anno liturgico.
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