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Brindisi

Antimafia, Unarma: “Servono mezzi e uomini, non solo analisi”

Dopo la missione in Puglia il sindacato dei Carabinieri chiede interventi concreti su organici e dotazioni

Posto di blocco dei carabinieri

Posto di blocco dei carabinieri - archivio

BRINDISI - Apprezzamento per l’attenzione istituzionale, ma anche un richiamo deciso a passare dalle analisi ai fatti. È la posizione della Segreteria regionale di Unarma Puglia dopo la conclusione della missione della Commissione parlamentare Antimafia nel territorio brindisino.

Secondo il sindacato, i recenti episodi criminali impongono una riflessione più ampia sulle condizioni operative delle forze dell’ordine. In particolare, viene indicato come emblematico il violento assalto a un portavalori avvenuto nella provincia, che avrebbe evidenziato la presenza di gruppi organizzati dotati di armamenti pesanti, tra cui fucili d’assalto Kalashnikov. A fronte di questo scenario, Unarma sottolinea come i Carabinieri siano spesso impegnati sul territorio con mezzi non blindati, ritenuti non adeguati a contesti ad alto rischio.

Il tema centrale resta quello dell’equilibrio tra capacità offensiva della criminalità e strumenti a disposizione delle forze di sicurezza. “Abbiamo dato una risposta eccezionale assicurando alla giustizia i responsabili di quell'assalto in tempi record”, afferma il segretario generale Nicola Magno, evidenziando però che “lo Stato non può e non deve basare la sicurezza dei cittadini esclusivamente sull'eroismo di uomini e donne che mettono a rischio la propria vita con equipaggiamenti inadeguati. L'eroismo è un'eccezione, la sicurezza deve essere la norma”.

Sulla stessa linea il segretario generale aggiunto Marco De Paola, che richiama la necessità di un rafforzamento strutturale del sistema. “Non è accettabile che la risposta istituzionale si fermi ai protocolli d'intesa quando sul campo mancano mezzi idonei con standard di protezione balistica adeguati”, sottolinea, chiedendo un incremento degli organici e dotazioni adeguate per affrontare scenari operativi complessi. Secondo il sindacato, è indispensabile garantire una presenza capillare sul territorio senza ricorrere a condizioni di stress operativo per il personale.

Nel documento viene inoltre evidenziata la mancanza di riscontri alle richieste di confronto avanzate dopo l’assalto al portavalori. Il sindacato segnala il mancato riscontro da parte del Prefetto di Brindisi e del Presidente della Regione Puglia, pur riconoscendo possibili impegni istituzionali, ma sottolineando come il silenzio venga percepito come un elemento critico da chi opera quotidianamente sul campo.

Unarma conclude chiedendo che alla missione della Commissione Antimafia segua un impegno concreto per il potenziamento dei mezzi e degli organici, non solo nella provincia di Brindisi ma in tutta la regione. Il messaggio è netto: la sicurezza dei cittadini e le condizioni operative delle forze dell’ordine devono procedere di pari passo, perché non può esserci legalità senza adeguate garanzie per chi è chiamato a difenderla.

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