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Taranto

Settimana Santa, turismo sotto le attese: prenotazioni ferme al 50%

Francesca Intermite lancia l’allarme: “Serve una strategia condivisa per valorizzare Taranto oltre i picchi stagionali”

Settimana Santa, i “perdoni” durante la processione della Addolorata

Settimana Santa, tutto pronto per le processioni (foto d'archivio)

TARANTO - La Settimana Santa si conferma uno degli appuntamenti più identitari e suggestivi del territorio jonico, ma sul fronte turistico i numeri non decollano. A pochi giorni dai riti pasquali, le strutture ricettive della città registrano prenotazioni che superano di poco il 50% dei posti disponibili, un dato che riaccende il dibattito sulla capacità del territorio di trasformare eventi di grande richiamo in flussi turistici consolidati.

A fare il punto è la presidente di Confesercenti Taranto, Francesca Intermite, che parte dal valore riconosciuto delle celebrazioni cittadine. “I riti pasquali di Taranto sono tra i più suggestivi del Sud Italia e attirano visitatori da tutto il mondo”, sottolinea, evidenziando il forte potenziale attrattivo di un evento che intreccia spiritualità, tradizione e patrimonio culturale.

Accanto alle processioni, anche quest’anno si inserisce il Mysterium Festival, un cartellone che affianca alla dimensione religiosa un’offerta culturale articolata tra concerti di musica sacra, spettacoli teatrali e mostre. Un’iniziativa che amplia l’esperienza per i visitatori e contribuisce a rafforzare l’immagine della città come polo culturale.

Nonostante queste premesse, il dato delle prenotazioni resta contenuto. Secondo Intermite, il trend attuale appare sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno, senza registrare un salto di qualità. La Settimana Santa rappresenta quindi più un banco di prova che un vero momento di picco, utile a preparare il terreno in vista della stagione estiva e dei Giochi del Mediterraneo, attesi dagli operatori come occasione di rilancio.

A pesare sul comparto, secondo Confesercenti, è anche il contesto internazionale. “Le conseguenze sul settore derivanti dalle guerre in corso si stanno percependo”, osserva Intermite, richiamando l’attenzione sui possibili effetti dell’instabilità globale, in particolare sul fronte dei costi energetici, con ripercussioni dirette sui prezzi delle strutture ricettive.

Un altro elemento che incide sulle dinamiche turistiche è rappresentato dal calendario. Una Pasqua anticipata e priva di ponti ravvicinati ha contribuito a rendere più incerta la domanda, oggi fortemente orientata verso prenotazioni sotto data. “La domanda appare ancora incerta e concentrata soprattutto sul last minute”, spiega la presidente.

Nel dettaglio, per il weekend pasquale si registra una media generale compresa tra 45% e 50% di occupazione. Performance più elevate si riscontrano nella Valle d’Itria, dove hotel e masserie di fascia alta raggiungono percentuali tra 60% e 65%. Taranto, invece, si attesta su valori compresi tra 60% e 70%, confermando un andamento positivo ma non sufficiente a esprimere appieno il potenziale del territorio.

Di fronte a questi dati, Intermite rilancia la necessità di una visione condivisa. “È necessario avviare un confronto serio e basato su un’analisi obiettiva dei dati e delle capacità del territorio”, afferma, indicando come prioritaria una collaborazione tra operatori turistici ed enti pubblici.

L’obiettivo è costruire un sistema capace di rispondere in modo efficace alle aspettative dei visitatori, migliorando servizi, accoglienza e attrattività complessiva. In questa prospettiva, la sfida principale resta quella della destagionalizzazione, per trasformare eventi come la Settimana Santa in leve strutturali di sviluppo e non in occasioni isolate.

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