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Taranto

Asili nido, “Nessuna privatizzazione del servizio”

L'esito del confronto tra Comune e Usb: ipotesi gestione Kyma per alcune strutture, ma resta la natura pubblica. Sindacato: attenzione a salari e condizioni dei lavoratori

Un asilo nido (Foto d’archivio)

Un asilo nido (Foto d’archivio)

TARANTO - Si è svolto un incontro tra l’amministrazione comunale e l’Usb sul tema della gestione degli asili nido cittadini, al termine del quale emergono alcune indicazioni sulla linea adottata dal Comune.

Nel corso del confronto, l’assessore alla Pubblica istruzione Maria Lucia Simeone ha chiarito che non è prevista alcuna privatizzazione del servizio, rassicurando sul mantenimento della titolarità pubblica degli asili.

Secondo quanto comunicato, l’ente sta valutando una soluzione alternativa alla carenza di personale, in attesa di poter procedere con nuove assunzioni. In particolare, è stato avviato uno studio di fattibilità per verificare la possibilità di affidare la gestione di alcuni degli 11 asili nido alla società partecipata Kyma, senza modificare la natura pubblica del servizio.

L’assessore ha inoltre precisato che il personale attualmente impiegato negli asili potrà essere assegnato alle strutture attraverso distacco funzionale su base volontaria, nel rispetto delle esigenze organizzative.

Al tavolo era presente la delegazione Usb composta dai dirigenti sindacali Emanuele Palmisano, Angelo Ferrarese, Nunzia Tarsia e Grazia D’Auria, che ha manifestato apertura al dialogo ma ha anche rilanciato alcune criticità.

Il sindacato ha infatti evidenziato la necessità di affrontare il tema del salario insufficiente per i lavoratori dei servizi ausiliari, spesso impiegati con contratti ritenuti penalizzanti e privi di continuità nei mesi estivi, quando le attività scolastiche si interrompono.

Usb ha proposto l’istituzione di un tavolo permanente di confronto dedicato alla vertenza, ottenendo dall’amministrazione una disponibilità a proseguire il dialogo e a riconvocare le parti nei prossimi giorni per approfondire le questioni emerse.

Il confronto resta quindi aperto, con l’obiettivo di individuare soluzioni che garantiscano continuità del servizio, tutela occupazionale e condizioni economiche più adeguate per i lavoratori coinvolti.

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