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Taranto
27 Marzo 2026 - 07:22
I Dolori di Maria - Taranto
TARANTO - È dove tutto ha avuto inizio. Si tratta della commemorazione dei “Sette Dolori di Maria” (la cosiddetta “festa piccola”) che si tiene venerdì 27 marzo alle ore 18 in San Domenico Maggiore, appuntamento di spicco della Settimana di Passione, così ricca di eventi, a cura dalla confraternita dell’Addolorata. Come sempre, i confratelli continueranno a parteciparvi numerosi, lieti di stringersi attorno alla Madre, certi di ottenere il Suo amore.
Per l'occasione la statua della Addolorata sarà sistemata su un tosello davanti all'altare maggiore con ai lati i confratelli in abito di rito, in una sorta di scorta di onore.
Il momento di raccoglimento e meditazione sarà guidato da padre Antonio Carrino, dei Passionisti, e sarà occasione per contemplare il mistero del dolore vissuto da Maria e rinnovare il proprio impegno di fede, accompagnando verso i giorni più intensi della Passione del Signore, nel segno della devozione mariana e della tradizione confraternale.
Dopo ogni commento sui Sette Dolori (Profezia di Simeone, Fuga in Egitto, Smarrimento di Gesù, Incontro sul Calvario, Morte di Gesù, La Deposizione, Gesù nel sepolcro) un confratello e una consorella recheranno una luce davanti alle relative raffigurazioni.
I brani della tradizione quaresimale saranno eseguiti dalla corale "Alleluja", in sostituzione dei canti dei Dolori composti Francesco Calia, ormai in disuso da più di 20 anni. La funzione sarà conclusa dal “Mottetto alla Desolata” di padre Serafino Marinosci, brano molto caro ai tradizionalisti.
Tradizionalmente legata al Venerdì di Passione, da questa solenne funzione ebbe inizio la grande devozione dei tarantini alla Beata Vergine Addolorata. Fu il canonico abate Vincenzo Cosa, padre spirituale della confraternita di San Domenico che, alla metà del XVIII secolo, ne introdusse il culto donando la statua e la relativa "cassa delle robbe". In seguito alla pratica devozionale dei Sette Dolori di Maria, nel 1794 il sodalizio ebbe il permesso dalla Real Camera di Santa Chiara di Napoli di solennizzare la festa della Madonna Addolorata ("festa grande") con processione della statua. Con la crescente devozione all'Addolorata e alla predicazione dei Servi di Maria, i confratelli chiesero all'arcivescovo Giuseppe Rotondo di fondare la confraternita di Maria SS.ma Addolorata: la richiesta fu accolta nel 1870 e il nuovo sodalizio fu aggregato a quella preesistente di San Domenico.
La processione del Crocifisso alla Salinella
Come ogni Venerdì di Passione, la parrocchia di San Lorenzo da Brindisi dei frati cappuccini, in viale Magna Grecia, terrà la tradizionale Via Crucis per le vie del quartiere Salinella, subito dopo la santa messa delle ore 17.30. . La processione quest’anno ha come titolo “Alto e glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio” , dalla preghiera davanti al Crocifisso di San Francesco d’Assisi, di cui ricorrono gli 800 anni dalla morte, motivo per cui la San Lorenzo da Brindisi è chiesa giubilare.
Per l’organizzazione la parrocchia si avvale della collaborazione del gruppo “SS.Crocifisso”, con proprio abito di rito, istituito agli inizi degli anni ottanta.
Durante il percorso la processione sosterà per le meditazioni davanti ad immagini delle Stazioni della Via Crucis, appese ai balconi e illuminate da lampade ad olio. Ogni anno sono molte le famiglie che si prenotano per esporre i quadri raffiguranti i momenti della Passione e Morte. Inoltre in alcuni punti dell’itinerario, specialmente nelle piazzette, viene predisposta una suggestiva illuminazione che richiama gli ambienti della Città vecchia. Non mancheranno le tradizionali marce funebri, affidate anche quest’anno al complesso bandistico ‘Santa Cecilia-Città di Taranto’ diretto dal maestro Giuseppe Gregucci, che si alternerà con i canti del coro Solitamente la processione fa rientro in chiesa attorno alle ore 22, dopo l’ultima “nazzecata” sul sagrato al suono dei più famosi brani del repertorio della nostra Settimana Santa.
parrocchiale.
La prima processione con il Crocifisso, donato alla parrocchia nel 1963 dalla famiglia Tria-Schiavone, risale agli inizi degli anni sessanta. Dopo una interruzione, essa fu ripresa nel 1978 per volontà di fra Severino Ciannella (tuttora in comunità) per amalgamare le componenti giovanili di diversa provenienza del quartiere.
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