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Taranto

Appalti pilotati e presunte tangenti, indagato il vicesindaco di Torricella

Blitz dei Carabinieri su disposizione della Procura della Repubblica. Sedici persone coinvolte, interrogatori fissati per il 2 aprile

Il tribunale di Taranto

Il Tribunale di Taranto

TARANTO - Un’indagine della Procura di Taranto scuote il Comune di Torricella. Nella mattinata i Carabinieri hanno eseguito un’operazione notificando provvedimenti giudiziari a 16 persone indagate a vario titolo per reati che vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione, fino al riciclaggio e al peculato.

Tra i principali indagati figura il vicesindaco Michele Franzoso, nei cui confronti è stata avanzata anche una richiesta di custodia cautelare in carcere. Coinvolto nell’inchiesta anche Luigi De Marco, dirigente dell’ufficio tecnico in pensione da circa 2 mesi, insieme ad altri amministratori, professionisti e imprenditori.

Secondo l’impianto accusatorio, il vicesindaco avrebbe richiesto e ottenuto tangenti per orientare l’esito di alcune gare d’appalto bandite dal Comune, alterando le procedure di assegnazione.

Nel fascicolo sono contestati, a vario titolo, i reati di turbativa d’asta, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e riciclaggio. Gli inquirenti ipotizzano inoltre irregolarità anche in ambito giudiziario, legate a una procedura esecutiva del Tribunale di Taranto per la vendita di 3 immobili, che sarebbero stati sottratti allo stesso Franzoso.

L’inchiesta si allarga anche ad altri soggetti, tra cui imprenditori e un consigliere comunale, insieme al figlio e al suocero, nei cui confronti viene ipotizzato il reato di peculato per un presunto utilizzo di beni comunali a fini personali.

Sul piano cautelare, oltre alla richiesta di arresto per il vicesindaco, per 2 indagati sono stati chiesti gli arresti domiciliari, mentre per gli altri è stata avanzata la proposta di sospensione dalle funzioni pubbliche.

Il giudice per le indagini preliminari ha fissato per il 2 aprile gli interrogatori preventivi, passaggio fondamentale per la valutazione delle eventuali misure cautelari.

L’indagine è ancora nella fase preliminare e tutte le posizioni restano al vaglio dell’autorità giudiziaria, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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