Cerca

Cerca

L'appello

MiniPIA Taranto, fondi a rischio: Confcommercio chiede di allargare le maglie

Utilizzato meno del 20% dei 100 milioni del Just Transition Fund. L’appello alla Regione: aprire a commercio e servizi per non perdere risorse decisive

Veduta aerea di Taranto

Veduta aerea di Taranto

TARANTO - Ampliare la platea delle imprese ammesse al bando MiniPIA Taranto per evitare il rischio di perdere risorse fondamentali del Just Transition Fund. È la richiesta avanzata da Confcommercio Taranto alla Regione Puglia, con l’obiettivo di rendere più inclusivo lo strumento e sostenere concretamente la trasformazione economica del territorio ionico.

Il fondo europeo JTF è destinato alle aree chiamate a riconvertire il proprio modello economico dopo decenni di sviluppo industriale. In Italia riguarda solo 2 territori, la provincia di Taranto e il Sulcis Iglesiente in Sardegna. Ed è proprio dal confronto con l’esperienza sarda che emerge, secondo Confcommercio, una differenza sostanziale.

In Sardegna, infatti, le politiche di transizione coinvolgono una gamma più ampia di settori produttivi, includendo non solo industria e manifattura ma anche servizi, turismo e commercio legati alla valorizzazione del territorio. A Taranto, invece, l’attuale configurazione del MiniPIA risulterebbe più restrittiva.

“L’elenco dei codici ATECO ammessi al MiniPIA Taranto è oggi troppo limitato e lascia fuori comparti fondamentali come commercio e servizi”, sottolinea il presidente provinciale di Confcommercio Taranto Giuseppe Spadafino. “È indispensabile consentire l’accesso anche a quelle attività che oggi sostengono l’economia urbana e il tessuto produttivo locale”.

Secondo l’associazione, una revisione dell’avviso pubblico, con un allineamento ai codici previsti dal MiniPIA ordinario regionale, renderebbe la misura più coerente con le reali esigenze economiche della città. “Un intervento di questo tipo renderebbe lo strumento più inclusivo e aiuterebbe anche a recuperare il ritardo nella spesa delle risorse”, aggiunge Spadafino.

I dati evidenziano infatti una criticità significativa: meno del 20% dei 100 milioni di euro disponibili è stato finora utilizzato, un dato lontano dagli obiettivi fissati dal Comitato di Sorveglianza, di cui la stessa Confcommercio fa parte.

Sulla stessa linea anche la presidente provinciale di Confcommercio Professioni Antonella Testa, che evidenzia la necessità di allargare il perimetro dei beneficiari. “Un ampliamento dei codici ATECO consentirebbe di coinvolgere un numero maggiore di imprese e di utilizzare in modo più efficace le risorse europee destinate alla transizione economica”, afferma.

Testa richiama inoltre il contesto attuale, segnato dal blocco dei fondi regionali, che rende Taranto uno dei pochi territori dove queste misure restano operative. “La provincia ionica oggi è tra le poche aree dove le agevolazioni sono ancora attive, peraltro con un incentivo superiore del 10% rispetto alle misure regionali”, evidenzia.

Per Confcommercio, dunque, la sfida è chiara: evitare che risorse decisive per il rilancio economico restino inutilizzate, aprendo il bando a una platea più ampia e rappresentativa del sistema produttivo locale.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori