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Graduatorie concorsuali, via libera alla proroga: “Nessuno deve restare indietro”

Approvata in Commissione regionale la proposta di legge del Pd, estensione fino al 2027 e nuove regole più chiare

Graduatorie concorsuali, via libera alla proroga: “Nessuno deve restare indietro”

Graduatorie concorsuali, via libera alla proroga: “Nessuno deve restare indietro”

BARI – Un intervento normativo per fare chiarezza e garantire continuità occupazionale a migliaia di lavoratori. La II Commissione regionale, presieduta da Cosimo Borraccino, ha approvato all’unanimità la proposta di legge che introduce un’interpretazione autentica sulle proroghe delle graduatorie concorsuali.

Il provvedimento, a prima firma del capogruppo del Partito Democratico Stefano Minerva e sottoscritto da tutti i capigruppo di maggioranza, punta a chiarire in modo definitivo l’ambito di applicazione delle proroghe già previste negli anni precedenti.

“La norma ha l’obiettivo di fornire un’interpretazione autentica delle disposizioni regionali, chiarendo a quali graduatorie si applicano le proroghe già approvate”, ha spiegato Minerva, sottolineando la necessità di mettere ordine in una materia complessa.

Nel dettaglio, per il 2025 viene stabilito che la proroga prevista dalla normativa regionale si applica a tutte le graduatorie in scadenza tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2025, comprese quelle già prorogate in precedenza. Analogo chiarimento riguarda il 2026, con l’estensione a tutte le graduatorie in scadenza nello stesso arco temporale.

La misura interessa non solo la Regione Puglia, ma anche enti vigilati, enti strumentali, agenzie regionali e aziende del Servizio sanitario regionale, ampliando così la platea dei beneficiari.

Un emendamento approvato nel corso dei lavori ha inoltre specificato che le proroghe riguardano le graduatorie utilizzate per assunzioni sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, rafforzando ulteriormente il quadro normativo.

Il provvedimento non comporta nuovi oneri per il bilancio regionale, trattandosi di una norma di carattere ordinamentale.

Il dibattito in Commissione ha evidenziato anche la necessità di superare la fase delle proroghe e avviare una nuova stagione di concorsi. In questo senso, l’assessore Sebastiano Leo ha assicurato che la giunta è già al lavoro per predisporre nuove procedure, anche in vista della scadenza definitiva fissata ad aprile 2027.

Nel corso della discussione, Minerva ha sottolineato il valore sociale della proposta. “Non possiamo permetterci di lasciare indietro chi oggi vive nell’incertezza. Questa proposta nasce da un principio semplice: nessuno deve essere abbandonato mentre si costruisce il futuro”, ha dichiarato.

Il capogruppo dem ha richiamato la condizione di migliaia di lavoratori e giovani. “Parliamo di lavoratrici e lavoratori che hanno garantito servizi fondamentali, di giovani laureati che hanno investito energie e speranze, di famiglie che hanno costruito la propria stabilità su queste opportunità”, ha aggiunto.

Tra gli esempi citati, anche quello degli operatori impegnati nella prevenzione incendi. “Penso ai lavoratori dell’ARIF, che ogni estate difendono il nostro territorio e che oggi rischiano di restare fuori non per mancanza di bisogno ma per i tempi delle procedure”, ha evidenziato.

Minerva ha quindi ribadito la natura temporanea della misura. “La proroga al 2027 non è una scorciatoia ma una scelta di responsabilità, un ponte tra il presente e il futuro. Deve essere l’ultima proroga, perché l’obiettivo resta una nuova stagione di concorsi trasparenti e accessibili”.

Sulla stessa linea il consigliere regionale Ubaldo Pagano, che ha definito il provvedimento un passaggio necessario. “Dopo l’audizione del 12 marzo era evidente la necessità di un intervento normativo per chiarire definitivamente la portata delle proroghe”, ha dichiarato.

Pagano ha evidenziato il valore concreto della norma. “È la risposta a chi ha superato un concorso e aspetta da troppo tempo di essere chiamato”, ha affermato, ribadendo al contempo l’impegno ad avviare nuove procedure. “Tutelare gli idonei e aprire nuove opportunità per i giovani non sono obiettivi in contraddizione, ma due facce della stessa idea di pubblica amministrazione”.

La proposta di legge passerà ora all’esame del Consiglio regionale, dove sarà chiamata a tradurre in norma definitiva quanto già approvato in Commissione.

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