TRANI - Un malore improvviso, tre svenimenti e una chiamata al 118 rimasta senza il successivo intervento. È il racconto, affidato ai social, di Maria Grazia Cinquepalmi, già consigliera comunale e possibile candidata alle prossime elezioni amministrative, che riaccende i riflettori sulla situazione sanitaria della città.
Secondo quanto riferito, l’episodio si è verificato nella mattinata odierna. “Sono svenuta per 3 volte e mio figlio ha chiamato il 118 alle 8:39, ma l’ambulanza non è mai arrivata”, racconta, spiegando di aver ricevuto soccorso solo grazie all’intervento di un medico amico accorso spontaneamente.
Una vicenda che, nelle parole della stessa Cinquepalmi, diventa simbolo di una condizione più ampia. “Se non avessi avuto qualcuno vicino, cosa sarebbe accaduto? Chi è solo deve rassegnarsi?”, si chiede, denunciando una situazione che definisce critica.
Il caso riporta al centro il tema della sanità a Trani, città che da tempo non dispone più di un ospedale ma di un PTA, struttura che dovrebbe garantire servizi di medicina territoriale e indirizzare le emergenze verso altri presidi. Un modello che, secondo la denuncia, non riesce a rispondere adeguatamente ai bisogni della popolazione.
Tra le criticità segnalate vi è la carenza di assistenza specialistica domiciliare. “Nel PTA non esistono specialisti della Asl Bt che effettuano visite a domicilio per la maggior parte delle patologie”, afferma, evidenziando come pazienti non autosufficienti siano costretti a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure.
Ulteriori criticità riguardano il progressivo ridimensionamento dei servizi. Il laboratorio analisi, secondo quanto riferito, non sarebbe più operativo nella forma originaria, lasciando spazio a un semplice punto prelievi. “Un declassamento continuo che mortifica la città”, sottolinea.
Preoccupazione anche per possibili ulteriori riduzioni, come l’ipotesi di tagli agli orari della radiologia serale, legati a esigenze di contenimento dei costi. Una prospettiva che, secondo la denuncia, rischia di aggravare ulteriormente un sistema già fragile.
Il quadro che emerge è quello di una sanità territoriale sotto pressione, con ricadute dirette sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini. “La nostra vita non può dipendere da un’ambulanza che non arriva”, conclude Cinquepalmi, rilanciando il tema della necessità di riportare la sanità al centro delle priorità politiche e amministrative.