MOTTOLA - Rientra nella Chiesa del Carmine una delle opere più rappresentative della tradizione devozionale locale. Si tratta della scultura “Cristo all’orto”, restituita alla comunità dopo un accurato intervento di restauro che ne ha valorizzato le caratteristiche artistiche e materiali.
A darne notizia è la Confraternita del Carmine e Purgatorio, che sottolinea l’importanza del recupero di un’opera considerata un autentico capolavoro dell’arte sacra. La scultura, realizzata nel 1860 dal maestro cartapestaio leccese Antonio Maccagnani, si distingue per la forte intensità espressiva e per la qualità esecutiva che la rendono uno degli esempi più significativi della produzione in cartapesta del territorio.
L’intervento conservativo ha permesso di restituire all’opera la sua originaria bellezza, recuperando la definizione dei dettagli anatomici, la qualità dei materiali e la profondità cromatica, elementi fondamentali per una corretta lettura estetica.
La presentazione ufficiale è in programma giovedì 26 marzo alle ore 19:30 nella stessa chiesa del Carmine. Nel corso dell’incontro il maestro Valerio Jaccarino, dello Studio d’Arte Jaccarino e Zingaro di Andria, illustrerà gli aspetti tecnici e stilistici della scultura, soffermandosi anche sulle fasi del restauro che hanno consentito di conservarne la struttura originaria.
All’iniziativa prenderanno parte anche il padre spirituale della confraternita, don Sario Chiarelli, e il priore Ferdinando D’Onghia.
Il ritorno del “Cristo all’orto”, conosciuto dalla comunità con il nome di “Supplicette”, rappresenta non solo un recupero artistico, ma anche un segnale di attenzione verso il patrimonio culturale e religioso del territorio, restituendo ai fedeli un’opera capace di coniugare devozione e valore storico.